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Back to the Past: My Name Is Earl

Karma is a funny thing.

Eccoci ad un nuovo nostalgico appuntamento di Back to the Past, la rubrica che vi (ri)presenta le serie cult ormai finite ma mai dimenticate. Oggi faremo tappa a Camden County, ricordando quella che è stata una delle comedy più amate dello scorso decennio e purtroppo anche una delle più bistrattate: My Name Is Earl. Creata da Greg Garcia, la serie è andata in onda per 4 stagioni (dal 2005 al 2009) sul canale NBC, per un totale di 96 episodi.

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TRAMA

Il protagonista della serie è Earl Hickey (Jason Lee), uno dei numerosissimi delinquenti e sfaccendati di Camden County. Insieme a sua moglie Joy (Jaime Pressly), al suo amico barista Darnell “Gamberone” (Eddie Steeples) e a suo fratello sempliciotto Randy (Ethan Suplee) passa le giornate a bere birra e prendersi gioco di chiunque gli capiti a tiro. Le cose cambiano quando, durante un giorno come tanti, Earl vince 100.000 dollari ad un gratta e vinci: preso dall’euforia però, non si accorge di una macchina di passaggio e viene investito. Durante le settimane di ricovero in ospedale, il nostro protagonista guarda un talk show televisivo e per caso scopre dell’esistenza del Karma: fai buone azioni e buone cose ti capiteranno, compi cattive azioni e queste ti si ritorceranno conto.

Earl capisce che la sua intera vita è stata condizionata dall’aver compiuto incessantemente cattiverie di ogni genere, e decide una volta per tutte di cambiare il suo destino. Inizia quindi a scrivere una lista contenente tutte le malefatte che ha compiuto in vita sua, e da ora in poi il suo obbiettivo sarà quello di porre rimedio ad ognuna di esse.

CAST E PERSONAGGI

Earl Hickey

Earl Hickey

I due personaggi fondamentali della storia sono Earl e suo fratello Randy, interpretati rispettivamente da Jason Lee ed Ethan Suplee. La scelta degli attori non poteva essere migliore: oltre ad essere perfetti per i loro ruoli in movenze, aspetto e voce, i due protagonisti hanno un’alchimia che trascende la finzione. Lee e Suplee infatti sono grandi amici fin dall’infanzia e hanno già collaborato in altri film (In cerca di Amy, Dogma, Generazione X, Clerks II…); è quindi scontato dire che i due attori quando sono insieme fanno scintille.

I co-protagonisti invece sono tutti attori semi-sconosciuti. Si va da Jaime Pressly (Joy; l’ex-moglie di Earl), apparsa solamente in film di serie-B, passando per Eddie Steeples (Darnell Gamberone; nuovo marito di Joy), che aveva partecipato solo a due film di bassa lega, per finire con Nadine Velazquez (Catalina; ballerina, amica e aiutante di Earl), anch’essa apparsa in soli tre film dimenticabili. Se contiamo poi che sia Velazquez che Pressly siano delle modelle ancora prima che attrici, è facile pensare che My Name Is Earl sia destinata al fallimento. Stranamente invece il cast funziona, e funziona davvero bene. Ognuno dei co-protagonisti riesce a ritagliarsi un suo spazio e nessuno diventa più interessante o presente degli altri.

Kenny James, uno dei tanti personaggi ricorrenti

Kenny James, uno dei tanti personaggi ricorrenti

Se però il cast principale è piuttosto ristretto, non si può dire lo stesso di quello secondario: decine, decine e decine di personaggi ricorrenti dànno vivacità, movimento e calore umano al micro-universo di Camden County, tanto che si arriverà ad amarli quasi quanto i protagonisti. Alcuni tra i più importanti sono Kenny James (Gregg Binkley), un amico gay di Earl, che diventerà fondamentale in più occasioni, Ralph Mariano (Giovanni Ribisi), avanzo di galera e una delle vittime di Earl, Tim Stack (Tim Stack, interpreta se stesso), ex-divo del cinema e peggior ubriacone della contea, l’agente Stuart Daniels (Mike O’Malley), un poliziotto incapace con la passione del bowling, Donny Jones (Silas Weir Mitchell), un ex-galeotto estremamente religioso. Ma ce ne sarebbero da citare tanti, tanti altri.

Anche i personaggi “terziari” (cioè le guest-star) sono di prima mano, talvolta perfettamente integrate nell’universo narrativo della serie e a volte talmente estranee da risultare esilaranti. Alcune di queste guest-star sono Burt Reynolds, Timothy Olyphant (il marshal Raylan Givens di Justified), David Arquette, Paris Hilton, Carson Daly, Johnny Galecki (Leonard di The Big Bang Theory), Danny Glover e Seth Green.

STILE, COMICITÀ E SPERIMENTAZIONE

Prima di parlare dello stile e della comicità di My Name Is Earl è bene mettere in chiaro una cosa: la serie è ambientata a Camden County (da non scambiare con la reale omonima contea), una contea del profondo sud del New Jersey. Corruzione, criminalità, armi e favori sono la normalità. La polizia e l’intero Comune sono alle dipendenze dei più ricchi benestanti, che soggiogano la città come dei tiranni.
In un clima del genere quindi non aspettatevi una comicità basata sulle battute raffinate o sui colti riferimenti culturali. La bellezza (e il punto forte della sua comicità) della serie è proprio la ricerca di redenzione da parte di Earl in questa ambientazione infernale, e di come poco a poco tutta Camden inizi a mostrare il suo lato più umano.

My Name Is Earl è una “situation comedy” nel vero senso della parola: la risata scaturisce quasi sempre dalle situazioni, dai problemi e dagli intrecci in cui Earl si trova sempre invischiato. Viene data un enorme importanza alla trama, ai personaggi e all’atmosfera, più che alle battute vere e proprie. Un altro motivo per cui questa è una comedy più unica che rara.

Logo del programma tv "COPS", parodiato nella serie

Logo del programma tv “COPS”, parodiato più volte nella serie

Ma non finisce qui. La serie ha anche una forte vena sperimentatrice. Molti episodi infatti si discostano dalla trama principale riguardante la Lista di Earl, per concentrarsi in modo assolutamente originale su altri personaggi e/o sotto-trame. Uno dei casi più noti è il filone di puntate mockumentary in stile “COPS” (un reale programma televisivo americano), con protagonisti i poliziotti della contea che vengono seguiti da una crew televisiva. Earl e gli altri personaggi diventano quindi semplici comparse.
Senza contare che esiste un’intera stagione (che ovviamente non dirò qual è per non fare spoiler) che si discosta dalla trama principale. In tanti l’hanno odiata, in tanti altri (tra cui io) l’hanno amata. Provare per credere.

LA FINE

Passiamo ora al tasto dolente dell’intera serie: la fine. Tranquilli, non farò spoiler di alcun genere, ma è bene che chi ha intenzione di vederla sia preparato psicologicamente. La quarta stagione termina con un cliffhanger, questo perché lo showrunner e creatore della serie Greg Garcia era stato rassicurato dalla FOX su una futura quinta stagione.

La triste conclusione della serie

La triste conclusione della serie

Per un calo evidenti di spettatori però, la serie è stata cancellata di punto in bianco, lasciando la storia di Earl in sospeso. Come se non bastasse, l’ultimo episodio termina con la scritta “To Be Continued…” (cioè: continua), tanto per aumentare il senso di presa in giro verso gli spettatori. Le lunghe trattative tra Garcia e i produttori per dare una chiusura alla serie sono state del tutto inutili, i costi di produzione erano troppo alti e il serial è stato definitivamente cancellato.

Per 4 anni dopo la fine della serie c’è stato un continuo silenzio stampa. Nessuna spiegazione, nessun chiarimento, nessuna dichiarizione su come sarebbe finita la storia.
Questo fino al 1° ottobre 2013. Quel giorno Greg Garcia ha aperto una sessione di domande e risposte sul sito “Reddit”, dove ha rivelato la fine di Earl e della sua Lista, e ha dato risposta a quasi ogni dubbio che l’episodio finale aveva creato. Devo ammetterlo, quelle poche righe di spiegazione sono state soddisfacenti come se avessi visto un’intera puntata conclusiva. Quello che Garcia aveva in mente era un finale perfetto: beffardo, verosimile ed estremamente coerente con il resto della serie. Rimane solo una grande amarezza per non averlo potuto vedere in televisione.

 

Per concludere: questa è e sempre sarà una delle mie serie preferite, una di quelle a cui sono più affezionato. Su ItaSA ci sono diversi altri fan di questa serie. Voi fate parte di questa cerchia? Anche a voi mancano Earl e la sua gang? Vi brucia ancora la cancellazione prematura o pensate che la cancellazione fosse inevitabile? Dite la vostra nei commenti! E se non l’avete ancora vista e volete recuperarla, su ItaSA trovate i sub per tutte le stagioni!

 

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Alessandro Tranchini

Studente di comunicazione, media e pubblicità. Amante di serie televisive, fotografia, letteratura e musica, con un'insaziabile passione per il cinema. Dal 2010 presente su Itasa come scroccatore recidivo di sottotitoli, dal 2012 come utente fisso e dal 2014 come blogger. Serie preferite? Scrubs e Oz: il Sacred Heart Hospital e l'Oswald State Penitentiary sono le sue seconde case.
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