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Best of 2016: Top 10 migliori colonne sonore (di Jacopo Zambon)

“Ma che musiche, Maestro!”. Non c’è frase migliore di questa, parafrasata dal famoso brano della Raffaella nazionale, per descrivere la tematica della “Best of” odierna: una panoramica delle serie che nel 2016 hanno presentato le migliori colonne sonore nei propri episodi.

“Ma come!” – direte voi – “Non ci è già stato propinato un articolo del genere nei giorni scorsi? Perché dovremmo leggere dei doppioni?”. Beh, nulla di più sbagliato: quello che qualche giorno fa ci ha proposto il mio collega Francesco ha trattato solamente 10 canzoni, non le colonne sonore in generale. E sebbene alcune delle canzoni da lui citate siano parte integrante delle musiche da me scelte, le serie che abbiamo selezionato divergono in molti punti, dando a voi lettori (quasi) il doppio degli spunti per recuperare gli show del 2016 che più di tutti sono una gioia per le orecchie.

Disclaimer di rito vuole che vi rammenti come questa classifica si basi sui miei gusti personali e sulle serie che sono effettivamente riuscito a visionare durante l’anno. Per questo motivo vi chiedo di non infervorarvi eccessivamente nel caso in cui uno dei vostri show preferiti – dal punto di vista musicale, ovviamente – non abbia trovato posto in questa lista, ma vi invito, altresì, a stendere un bel commento costruttivo in fondo all’articolo e a consigliare a me e a chiunque altro si ritrovi in questa pagina la visione e l’ascolto di tali serie.

Ma adesso bando alle ciance, iniziamo a scoprire quali sono le 10 serie con la migliore colonna sonora dell’anno da poco concluso.

10. Outlander

Outlander OSTOk, devo ammettere che per questa posizione ho un po’ imbrogliato e, più che premiare l’effettiva colonna sonora dello show, ho voluto omaggiare la mente che c’è dietro. Le musiche della serie storica in salsa scozzese è, infatti, opera di colui che ritengo uno dei migliori compositori televisivi contemporanei: Bear McCreary. Un nome che a molti riporterà alla mente i fasti di Battlestar Galactica (show grazie al quale è diventato famoso), ma che attualmente possiamo ascoltare anche in The Walking Dead, Agents of S.H.I.E.L.D. e Black Sails, tra gli altri. Ma attualmente, McCreary probabilmente sta riservando il meglio di sé alla serie che racconta le avventure di Jamie & Claire Fraser: a partire dal main theme (The Skye Boat Song, ri-arrangiamento di una canzone proveniente dal folklore scozzese e cantata dalla moglie Raya Yarbrough), passando per le tracce composte appositamente per lo show seguendo le sonorità scozzesi (facendo ampio uso, ovviamente, di cornamuse e percussioni), fino ad arrivare alle musiche provenienti dalla Francia pre-Rivoluzione utilizzate nella terza stagione recentemente trasmessa (se l’ambientazione cambia, deve cambiare anche la musica di contorno) e dove il compositore riesce a far immergere completamente lo spettatore in ciò che sta guardando. Guardare gli episodi di Outlander vuol dire essere catapultati direttamente nella Scozia (e, di recente, anche nella Francia) del diciottesimo secolo, grazie agli svariati meriti tecnici dello show (costumi, scenografia, fotografia), ma anche e soprattutto grazie alle musiche create da Bear McCreary.

9. Vinyl

Vinyl OSTCon l’alto rischio di inimicarmi buona parte dei lettori del blog, devo ammettere di non essere un grande fan del rock/hard rock che ha permeato e caratterizzato gli anni ’60 e ’70. Forse è per questo che una colonna sonora come quella di Vinyl, che probabilmente più di tutte le altre è riuscita a essere lo specchio perfetto della storia raccontata dai 10 episodi dello show, non riesce ad assurgere a una posizione più elevata nei miei gusti e in questa classifica. Sarebbe stato, comunque, ingiusto escluderla del tutto: è infatti innegabile che l’utilizzo di brani legati a gruppi della storia della musica (Led Zeppelin, Black Sabbath, Deep Purple, David Bowie, The Who, The Rolling Stones, Alice Cooper, Pink Floyd, Janis Joplin, Iggy Pop, The Doors, Van Morrison e Patti Smith), uniti al prog rock dei Jethro Tull, al rock ‘n’ roll di Elvis Presley, al pop-rock dei Beatles fino alla musica black targata Jackson 5 e Nina Simone (quest’ultima grande protagonista della musica seriale, come testimoniato precedentemente dal collega Francesco) costituisca la colonna sonora perfetta per il racconto delle avventure di Richie Finestra e della sua casa discografica American Century Records nell’America degli anni ’70.

8. Gomorra

Gomorra OSTPer l’ottava posizione vado più incontro ai miei gusti personali inserendo una delle migliori produzioni nostrane degli ultimi anni. Fin dalla sua prima stagione, Gomorra ha presentato una tanto favolosa quanto inquietante colonna sonora che secondo me è ispirata alla serie francese Les Revenants e alle sue musiche a loro volta composte dal gruppo scozzese Mogwai. Anche gli italianissimi Mokadelic (che ho avuto il piacere di sentire live quest’estate a Padova), infatti, esibiscono un post-rock malinconico, a tratti progressive, di certo psichedelico. Un rock che riesce sempre ad andare di pari passo con i momenti più incalzanti dello show e che gli conferisce un’inquietudine più profonda, lasciando lo spettatore perennemente incollato al divano, sommerso nei suoi dubbi su quanto di più imprevisto possa succedere ai vari Genny e Pietro Savastano, Ciro Di Marzio, Salvatore Conte e agli altri rappresentanti della malavita napoletana.

7. Stranger Things

Stranger Things OSTUna delle migliori nuove serie del 2016 è stata, a detta di molti, Stranger Things di Netflix. Lo show, dalle forti tinte cinematografiche anni ’80 e con un po’ di inspiegabilità à la Twin Peaks (e altri prodotti vintage che trattano il tema del sovrannaturale ed extra-terrestre), si è subito contraddistinto per una colonna sonora meritevole e molto nostalgica, ad opera di Kyle Dixon e Michael Stein, della band synth-elettronica Survive. Oltre alla colonna sonora vera e propria, altri brani sono stati usati nel corso dello show e rilasciati ufficialmente in formato digitale e tramite CD: una release contenente tracce dei Jefferson Airplane, dei Toto, dei Joy Division e, soprattutto, di un brano che – per la prima volta, a memoria, dopo Battlestar Galactica (anche se con minor valenza) – è risultato fondamentale per lo sviluppo della trama: Should I Stay or Should I Go della band inglese The Clash. Per chi fosse interessato, un approfondimento sulla musica di Stranger Things lo si può trovare a questo link.

6. The Get Down

The Get Down OSTRestiamo in casa Netflix dove, a partire dal mese di agosto del 2016, abbiamo avuto modo di seguire il debutto televisivo di Baz Luhrmann. The Get Down è la prima serie catalogabile come “musical” che presento in questa classifica, ma è l’unica di questa tipologia a essere classificata come drama. Ambientato anch’esso negli anni ’70 americani, lo show segue le storie di un gruppo di adolescenti del South Bronx alle prese principalmente con l’hip-hop e la disco music. Vista l’ambientazione, la serie si contraddistingue per l’impiego di musiche essenzialmente black: un trend molto seguito nella passata stagione televisiva, soprattutto se pensiamo ad altri prodotti come Empire (show generalmente molto apprezzato, ma che non ho inserito perché, non reputandolo semplicemente nelle mie corde, non seguo) o Marvel’s Luke Cage (serie TV sempre targata Netflix ma di certo non musicalmente rilevante quanto The Get Down). Tornando allo show di Luhrmann, le musiche utilizzate variano da Donna Summer agli Earth, Wind & Fire, passando per Can (l’orecchiabile brano Vitamin C ricorre molte volte, diventando un tormentone dello show), Stevie Wonder e i già citati altrove Jackson 5 e Nina Simone (sempre lei!). La vena canterina dello show è affidata alla storyline di Mylene Cruz (interpretata da Herizen Guardiola), una cantante in erba con il sogno di diventare una star mondiale e a cui è affidata la resa di uno dei vari brani realizzati appositamente per la serie: il toccante Closer to Heaven, protagonista del terzo episodio dei primi 6 finora trasmessi.

5. Peaky Blinders

Peaky Blinders OSTTorna, dopo una relativamente lunga assenza, una delle serie più belle degli ultimi anni, insieme alla sua fantastica colonna sonora. Le avventure dei fratelli Shelby, capitanati da Tommy (Cillian Murphy), vengono scandite da una musica prevalentemente d’oltremanica, ma non solo. Se, infatti, la musica UK-doc è rappresentata da artisti quali PJ Harvey, Artic Monkeys, The Last Shadow Puppets, The Kills – anche se questi sono per metà statunitensi – e David Bowie (un altro autore presente in molte serie di quest’ultima stagione televisiva), tra gli artisti anglofoni non british troviamo nomi del calibro di Nick Cave, Queens of the Stone Age e Leonard Cohen. Ma le orecchie più attente non si preoccupino, non mi sono dimenticato di citare uno dei gruppi più utilizzati dai curatori delle musiche di questa perla britannica nel corso delle tre stagioni che sono andate in onda sinora. L’ho solo lasciato per ultimo, a mo’ di ciliegina sulla torta. Si tratta dei Radiohead, presenti nel terzo ciclo di episodi visti lo scorso anno con tre brani: You and Whose Army?, I Might Be Wrong, Life in a Glasshouse. Il gruppo di Thom Yorke, oltretutto, tornerà prepotentemente nella mia classifica in una posizione più elevata e penso che molti di voi avranno già capito quale. Ma torneranno anche, ed è una cosa molto più importante e ormai risaputa, per due date in Italia il prossimo giugno, a Firenze e a Monza. About damn time!

4. Galavant

Galavant OSTSembra passata una vita da quando ABC ha deciso di cancellare questa comedy – tanto ingiustamente, per la qualità, quanto comprensibilmente per gli ascolti, ancora fondamentali per la sorte di una serie in una rete televisiva generalista – ma la sua seconda stagione è effettivamente andata in onda a inizio 2016. Appena sotto il podio troviamo, dunque, Galavant, una delle commedie più originali e divertenti degli ultimi anni e la seconda catalogabile sotto il termine “musical” presente in questa selezione. Anche se la qualità del secondo arco di episodi e delle sue canzoni è stata leggermente inferiore rispetto a quella della prima stagione, i brani creati dal pluripremiato compositore Alan Menken (autore di molte musiche dei classici Disney, tra cui La Sirenetta, La Bella e la Bestia, Il Gobbo di Notre Dame, Pocahontas) continuano ad incarnare alla perfezione la definizione di ciò che, usando un termine inglese, viene chiamato earworm: canzoni orecchiabili che non vogliono uscire dalla testa e che non si riesce a smettere di cantare, anche a distanza di mesi. A questo aggiungiamo dei testi divertenti, sarcastici, ironici, molto spesso nonsense. Quello che ne risulta è un film di animazione Disney, solo che in versione live action e con lyrics più mature e più adulte. E ora che le vacanze natalizie – condite da un palinsesto televisivo molto Disney-oriented – giungono al termine, è impossibile non citare questo show e non desiderare un rewatch per tornare a cantare “Gaaaa-laaaaa-vaaaaant!”

3. Mozart in the Jungle

Mozart in The Jungle OSTAltra (e ultima) serie musical, altra comedy. Anzi, LA serie comedy-musical, a detta della giuria dei Golden Globe Awards, che ha premiato questo show nel 2016 e lo ha ricandidato nel 2017. Cronologicamente parlando, la terza stagione della serie TV con il Maestro Gael Garcia Bernal è stata l’ultima, in questa top 10, a essere stata trasmessa (rilasciata da Amazon, più precisamente). Ed è stata una bella soddisfazione vedere come la serie non abbia perso lo smalto delle venti puntate precedenti, confermandosi molto piacevole da seguire e da ascoltare. E questo vi viene detto da uno che non si è mai considerato un grande estimatore della musica classica, anzi. Ma uno dei pregi del prodotto creato da Roman Coppola e Jason Schwartzman è proprio quello di saper avvicinare lo spettatore a una musica per palati fini, per intenditori, grazie a un punto di vista particolare, che scardina l’idea del senso di noia che l’orecchio profano ha sempre affibbiato alla musica orchestrale. Ecco quindi che – tra Vivaldi e Verdi, Schubert e Salieri, Sibelius e Bizet, Rossini e Puccini e comparsate di artisti contemporanei quali Joshua Bell e il tenore Placido Domingo lo spettatore vede il proprio divano trasformarsi nel palchetto di un teatro, circondato da violini, viole, violoncelli, oboi, percussioni, trombe, ottavini ed eccentrici direttori d’orchestra. Non stupitevi di voi stessi, quindi, nel caso in cui vi venisse un’improvvisa voglia di andare a vedere il Don Giovanni di Mozart o Lo Schiaccianoci di Tchaikovsky: la colpa è tutta dell’orchestra della New York Symphony.

2. Westworld

Westworld OSTAvvicinandomi alle zone caldissime della classifica, devo ammettere di essermi trovato in difficoltà nel decidere a chi assegnare la medaglia d’oro e a chi quella d’argento. Alla fine ho optato per rilegare in seconda posizione la nuova creatura di HBO firmata Jonathan Nolan, Lisa Joy e J.J. Abrams: Westworld. Una seconda posizione che forse va un po’ stretta a una serie che, nel complesso, presenta probabilmente le migliori musiche del panorama televisivo attuale – tanto è vero che anche il collega Francesco ha inserito due brani provenienti da questo show nella sua Top 10. La colonna sonora è opera di Ramin Djawadi (compositore anche per Game of Thrones, le cui musiche epiche sono state escluse da questa classifica solo per non inserire di nuovo lo stesso artista) il quale ci permette di capire che ci troviamo davanti a qualcosa di davvero valido sin dalla visione della sigla durante il primo episodio: un approfondimento sulla stessa lo si può trovare a questo link, sempre nel nostro blog. Oltre al main theme, la colonna sonora di Djawadi è caratterizzata dall’interpretazione di brani contemporanei, utilizzando il solo pianoforte: ecco quindi spuntare cover piano dei Soundgarden, The Rolling Stones, The Cure, Nine Inch Nails, Amy Winehouse e The Animals. Ma i pezzi forti sono rappresentati ancora una volta, ed ecco il ritorno che vi avevo anticipato in precedenza, dall’impiego dei Radiohead, in particolare dalla rivisitazione riuscita ottimamente di Exit music (for a film). Anche qui, per chi fosse interessato, sul sito Screener TV è presente un interessante approfondimento (in inglese) sulla colonna sonora di questa bellissima serie.

1. The Young Pope

The Young Pope OSTPrima di scendere nel dettaglio sulle musiche di questo prodotto, permettetemi una piccola premessa. Reputo The Young Pope, prima opera televisiva internazionale dell’italiano Paolo Sorrentino, quanto di più eccelso i nostri schermi abbiano accolto negli ultimi 12 mesi. La mano di Sorrentino è più che riconoscibile, ma al contempo ho notato uno stile molto diverso da quello che il regista ci ha proposto nei suoi film. In particolare è da segnalare una lentezza della trama che non lascia mai spazio alla benché minima traccia di noia e una vena di comicità che raramente si era rilevata così accentuata nei lavori precedenti del regista e sceneggiatore italiano. La storia di Papa Belardo, interpretato divinamente (ah!) da Jude Law, ci viene raccontata da un Sorrentino che è, contemporaneamente, identico eppure così diverso da quello che abbiamo conosciuto finora. Ecco perché la colonna sonora, pur non annoverando i nomi illustrissimi fino ad ora citati, risulta essere sempre funzionale alla trama andando, nella maggior parte dei casi, a contribuire alla formazione di quell’aurea mistica che permea lo show, in un connubio perfetto con le immagini che ci regalano regia e fotografia. Alcuni esempi, tra tanti, sono le musiche orchestrali di Andrew Bird, Kronos Quartet, Labradford, Jeff Buckley, di Max Richter che abbiamo conosciuto in The Leftovers e della semi-sconosciuta Christina Vantzou. Oltre a questi, c’è spazio anche per brani più vivaci e movimentati che caratterizzano le scene più divertenti della serie – memorabile, al riguardo, la scena della vestizione papale sulle note di Sexy and I Know It di LMFAO. Per concludere, impossibile non citare la sigla che, come ha sottolineato il collega Luigi, è probabilmente la migliore dell’annata appena trascorsa: una rivisitazione di un brano che, grazie a Battlestar Galactica (e sì, mi rendo conto che è la terza volta che la cito in questo articolo) è stato un pezzo portante della musica televisiva degli ultimi anni: All Along the Watchtower, questa volta nella versione dal rapper Devlin.

Direi che, come al mio solito, sono stato più prolisso del dovuto, quindi ora taccio e lascio a voi lettori le considerazioni sulle musiche che avete trovato nelle vostre serie del 2016: siete d’accordo con la classifica? Pensate che manchi qualche show fondamentale? Fatecelo sapere nei commenti! Nel frattempo non mi resta che augurarvi un buon 2017, che sia proficuo sia dal punto di vista personale/professionale che da quello televisivo, sulla scia delle ultime ottime annate!

Jacopo Zambon

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Jacopo Zambon

Blogger e traduttore (jakopelosh)
Informatico pigro e realista, nato senza ROM e GPS. Guardiano della notte. Divoratore (di bocca buona) di film, prima, e serie TV, poi. Qualcuno mi definisce nerd: lo prendo come un complimento ma, ogni volta che succede, un vero nerd si ribalta nel suo Tardis. Utente ItaSA dal 2009, blogger senza dono della sintesi da ottobre 2013 e traduttore da dicembre 2014... So say we all!
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