Channel 4

Flowers: da commedia a ritratto della depressione

Il Regno Unito quest’anno ci ha regalato Flowers, una dark comedy che nasconde qualcosa di più profondo.

Flowers è una recentissima serie TV britannica creata e scritta da Will Sharpe, prodotta da Channel 4 e composta da 6 episodi, andati tutti in onda nell’ultima settimana di aprile.

Nell’articolo non sono presenti spoiler, considerato che probabilmente non molti hanno sentito parlare di questa serie, ho voluto parlarne e allo stesso tempo consigliarla a chi non l’ha vista ma è interessato.

Flowers

La storia è incentrata sulla famiglia Flowers, di cui fanno parte il padre scrittore Maurice (Julian Barratt), la madre e insegnante di musica Deborah (Olivia Colman), il figlio e aspirante inventore Donald (Daniel Rigby) e la figlia artista Amy (Sophia Di Martino). Gli altri personaggi principali includono Shun (interpretato dallo stesso creatore della serie, Will Sharpe), un giovane giapponese ospitato dalla famiglia Flowers che aiuta Maurice disegnando illustrazioni per i suoi libri per bambini; Abigail (Georgina Campbell), bella giovane vicina di casa di cui entrambi i gemelli Flowers sono innamorati, e suo padre George (Angus Wright).

La serie inizia con una voce che narra i versi di un una storia per bambini, mentre vediamo un uomo che si dirige verso un albero e tenta di impiccarsi, quando però il ramo si spezza e lui cade a terra. Quell’uomo è Maurice, il padre della famiglia Flowers. I minuti successivi servono a presentarci i protagonisti: i Flowers vivono in una casa di campagna isolata, con solo pochi vicini, e sono una famiglia piuttosto solitaria, anche se la madre Deborah è molto amichevole con tutti. La relazione fra marito e moglie, nonostante i tentativi di lei nel tenerla viva, sembra essere un po’ problematica, a causa della poca vivacità di Maurice. I due figli venticinquenni, lo scorbutico Donald e l’introversa Amy, non vanno d’accordo fra loro e quindi passano il loro tempo appartati dal resto della famiglia. Shun, il giovane aiutante di Maurice, ha invece un carattere socievole e sembra essere molto legato allo scrittore padre di famiglia.

Flowers

L’impatto iniziale con questa serie è piuttosto particolare, e potrebbe portare gli spettatori meno aperti a non voler continuare. Questo perché Flowers da subito si mostra come un prodotto eccentrico, con uno stile che può ricordare quello del regista Wes Anderson. Ma l’autore della serie è bravo nel creare un contesto in cui i comportamenti e le dinamiche fra personaggi sembrano perfettamente normali; una volta superata la prima metà del doppio pilot, infatti, ci si può facilmente abituare alla stravaganza della famiglia protagonista e prepararsi per quello che viene dopo. Flowers si presenta come una dark comedy, che prende forza da questo stile singolare e lo rende parte integrante del suo umorismo, inserendo per esempio diverse situazioni serie che vengono prese con leggerezza e noncuranza dai personaggi. Ma se inizialmente l’umorismo è l’elemento principale di questo prodotto – specialmente nella delirante seconda puntata – dal terzo episodio qualcosa inizia a cambiare, e negli ultimi tre Flowers sboccia, trasformandosi in un prodotto incredibilmente drammatico, pur mantenendo qualche sprazzo della comicità protagonista precedentemente. Il tema principale inizia a rivelarsi quello della depressione, che nelle prime puntate è presente ma fa sempre parte dello stile umoristico, ma che più avanti viene invece esplorato con profondità. La serie si riempie di scene incredibilmente commoventi, al limite dello straziante. Negli ultimi episodi è seriamente difficile non rimanere colpiti. Maurice non è l’unico personaggio centrale in questo: è doveroso notare anche come Shun, il personaggio più positivo della storia, che inizialmente ha il semplice ruolo di spalla comica, diventi quasi all’improvviso uno dei più complessi e intensi, dando significato anche a molti dei suoi comportamenti precedenti che sembravano insignificanti.

Il tema della depressione è quello che spicca in questa serie. Viene analizzato sfruttando il personaggio di Maurice, che è affetto da questo disturbo, ma anche brevemente attraverso altri personaggi. È facile scadere in banalità o cliché quando viene introdotto un argomento così complicato, ma Flowers riesce a descriverlo in una maniera originale, umana, e senza la necessaria ricerca di una vena positiva, in un modo che si adatta più alla realtà che ai canoni narrativi. Ci si concentra molto sul rapporto tra la depressione e le relazioni con le altre persone, ma anche più semplicemente su come questa patologia possa condizionare quelli che non ne sono affetti, come i familiari.

Quello delle serie comedy che diventano drammatiche è un fenomeno piuttosto raro, ma che secondo il sottoscritto è degno di nota. Si dice spesso che i comici siano le persone più tristi e profonde, è forse per questo che certi esperimenti risultino la maggior parte delle volte riusciti. Rispetto per esempio a un prodotto che inizia e finisce drammatico, un cambiamento di rotta ha la capacità di sorprendere e stupire. Prodotti come Flowers, inoltre, riescono a mantenersi leggeri e piacevoli da vedere anche nei loro momenti più impegnativi. Durante la visione degli ultimi episodi della serie, è molto probabile che in mezzo alle lacrime compaia di tanto in tanto ancora un sorriso, perché la storia cerca in diverse occasioni di sdrammatizzare e mantenere lo stile eccentrico che l’ha contraddistinta. Questa unione di più generi è complicata da gestire, ma Will Sharpe è riuscito a creare una serie televisiva sensazionale. L’impatto emotivo che un prodotto audiovisivo può generare chiaramente varia da spettatore a spettatore, e l’umorismo di questa serie potrebbe non incontrare i gusti di qualche persona, ma sfido chiunque a non rimanere profondamente colpito durante la visione degli ultimi episodi e al termine di questa stagione. Io personalmente ho passato le intere ultime due puntate fra le lacrime, e il risultato è che ritengo Flowers una delle serie televisive più intense e belle che abbia mai visto. È per questo motivo che ho deciso di scrivere questo articolo: per poter far conoscere Flowers a più persone possibile.

Perché la cosa più deprimente è lasciare che queste serie TV rimangono sconosciute.

Luigi Dalena

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Luigi Dalena

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Studente con un raro talento nel fare le scelte scolastiche sbagliate. Maniaco dell'ordine e dell'organizzazione. Fiero blogger itasiano dal 2013. Appassionato di videogiochi, tecnologia, astronomia, cinema e soprattutto serie TV. Apprezzo qualsiasi genere, ma ho un debole per sci-fi e fantasy. Una volta guardavo di tutto, ma poi ho lentamente ristretto i miei gusti spostandomi quasi esclusivamente sulle serie britanniche e sulle cable statunitensi. Più sono brevi, meglio è.
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