Feud

Gli Aperitivi: Feud – Bette and Joan

A Ryan Murphy piacciono le antologie e, magari, anche a noi. Italiansubs vi porta nel backstage di una delle più famose rivalità di Hollywood con i sottotitoli di Feud – Bette and Joan.

Feud 3

TRAMA E INFORMAZIONI

Feud è il terzo progetto antologico di Ryan Murphy che, dopo American Horror Story e American Crime Story, decide di raccogliere le faide più popolari dell’immaginario collettivo insieme agli altri due creatori della serie, Jaffe Cohen e Michael Zam. La prima stagione è composta da 8 episodi, ha debuttato sul canale FX il 5 marzo e ci porta dietro le quinte di una delle più celebri rivalità di Hollywood degli anni ’50, quella tra le due attrici Bette Davis (interpretata da Susan Sarandon) e Joan Crawford (Jessica Lange), che raggiunse l’apice durante la produzione di What Ever Happened to Baby Jane? (Che fine ha fatto Baby Jane?), film del 1962 diretto da Robert Aldrich (interpretato nella serie da Alfred Molina). La faida tra Bette Davis e Joan Crawford divenne sin dagli albori un argomento da sfruttare per la stampa scandalistica e, successivamente, un’occasione per la Warner Bros. che volle accaparrarsi la distribuzione del film perché rappresentava un’ottima occasione di profitto. Il set di What Ever Happened to Baby Jane? diventò così il palcoscenico in cui venivano raccontate due storie: quella delle due sorelle Hudson del film e quella, a camera spenta, delle due attrici che non lesinavano sui dispetti da farsi.

La serie è stata già rinnovata per una seconda stagione che dovrebbe andare in onda nel 2018, sempre su FX, e che ha già trovato il tema o, per meglio dire, la faida da affrontare: la tormentata storia d’amore tra il principe Carlo d’Inghilterra e lady Diana Spencer.

IMPRESSIONI SUL PILOT

Sul vocabolario Treccani, “faida” è definito anche in modo figurato per indicare vendette private tra parti avverse per la conquista del potere. Quale sia questo potere nel caso della rivalità tra la Crawford e la Davis è presto detto: il loro status di stelle hollywoodiane. In una ricostruzione della Hollywood degli anni ’60, Ryan Murphy ci porta dietro le quinte della tragedia di queste due attrici che prima di tutto sono donne. Contaminato dai caratteri tipici del divismo dell’epoca, Feud sembra infatti voler porre l’accento sulla dimensione meno patinata della rivalità tra le due stelle del cinema, mettendo al centro l’aspetto più umano e la miopia di due donne che hanno preferito farsi la guerra piuttosto che conquistare definitivamente Hollywood. Joan e Bette sono infatti due attrici sul viale del tramonto, che non riescono ad ottenere ruoli di punta per via dell’età (all’epoca della produzione del film, entrambe hanno superato i cinquant’anni). Sono vittime di un’industria cinematografica fredda e cinica, che vuole attrici fresche, giovani e disinibite: “Te le scoperesti?” dice Jack L. Warner (Stanley Tucci) al regista Robert Aldrich (Alfred Molina) che vuole far recitare le due rivali nello stesso film. FEUD 4È un’industria cinematografica manipolatrice che fa il paio con la stampa scandalistica (incarnata da una Hedda Hopper interpretata da Judy Davis) alla continua ricerca di dichiarazioni scottanti. Entrambe sembrano essere al centro di un combattimento clandestino volto a fomentare gli animi del pubblico e la voglia di profitto di Hollywood. Ma Joan e Bette sono prima di tutto due donne che, nonostante l’acredine, decidono di attuare una sorta di compromesso storico per riconquistare Hollywood. Che fine ha fatto Baby Jane? fu un successo di critica e di pubblico e decretò l’affermazione del thriller gotico. Ma ci fu una contropartita emotiva da pagare: del resto “le faide non nascono mai dall’odio. Le faide nascono dal dolore”, sottolinea Olivia de Havilland (interpretata da Catherine Zeta-Jones). Il set di questo film fu il terreno sul quale si è consumata la rivalità tra le due protagoniste, assumendo proporzioni bibliche: “per quasi mezzo secolo si sono odiate a morte e noi le abbiamo amate per questo”, per riassumere in una battuta cosa ha significato la rivalità Crawford/Davis per chi ne ha subìto, direttamente o meno, il fascino. Una sorta di coro greco, quello costituito dagli attori che rilasciano interviste sul questo antagonismo fatto di solidarietà femminile usata come mezzo per l’affermazione personale. Un coro che conosce il destino delle protagoniste ma non può far nulla per modificarne l’esito.

Feud ci vuole riportare proprio in quell’arena ad assistere a quella tragedia, facendoci andare dietro la macchina da presa grazie alla formula della meta-narrazione, già utilizzata da Murphy in American Crime Story e AHS:Roanoke. Una formula che anche Aldrich, all’epoca, sembra aver sfruttato, scritturando due attrici rivali per interpretare due sorelle antagoniste. Tuttavia il pilota, nonostante il cast stellare (in cui figurano anche Alison Wright, The Americans; Kiernan Shipka, Mad Men; Cathy Bates, American Horror Story), non urlerei al capolavoro. Il primo episodio di questa stagione è cauto e a tratti un po’ dottrinale, preoccupandosi forse troppo di porre i personaggi sulla scacchiera e dando l’impressione che i creatori della serie abbiano optato per una soluzione narrativa troppo dilatata, nonostante sia una stagione composta da otto episodi. A Murphy piace giocare con lo spettatore, sia sa. Ma non accontentandolo, bensì frustrandolo. Perché se di faida si tratta, beh, nel pilota di certo non troviamo esplosione di violenza. La tensione infatti rimane ingabbiata sotto la superficie (una sorta di riscaldamento prima del celebrity death match vero e proprio) e sotto le performance degne di nota delle due protagoniste: Susan Sarandon è perfetta nel portare in scena una Bette Davis spigolosa, ruvida, cinica forse un po’ troppo esasperata nel momento in cui si trasforma in Baby Jane per la prima volta; Jessica Lange, dal canto suo, è altrettanto magistrale nel rappresentare una Joan Crawford fragile e sull’orlo della bancarotta, ma non per questo meno capricciosa, incarnando perfettamente il divismo tipico hollywoodiano. Diciamo che Feud si assesta su uno standard molto buono, che può rimanere tale oppure diventare qualcosa di più. Del resto siamo davanti al solo episodio pilota, mica davanti a tutta la serie.

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Una cosa, però, posso dirla: a Ryan Murphy piacciono le antologie. Ormai sembra assodato. Se non altro perché la formula antologica permette di segmentare il prodotto seriale in capitoli separati, trattando un tema o un genere particolare a discapito dell’orizzontalità a cui siamo abituati per prodotti TV più longevi (il caso dei collegamenti tra i vari capitoli di American Horror Story non lo farei rientrare in questi casi). Detto in altri termini, un approccio antologico permette uno spazio di manovra più ampio nel corso del tempo, potendo cambiare la formula narrativa a proprio piacimento senza alterare la natura del prodotto. Volpone Murphy, ancora una volta. Anzi, doppiamente furbo (non lo dico con malizia) perché antologia più richiamo al passato è un’equazione che può potenzialmente giocare sul fatto di far leva sulla nostalgia che va tanto di moda. Con somma delusione. Menzione speciale, infine, per i titoli di testa: una rivisitazione animata di “Che fine ha fatto Baby Jane?” che ripropone le scene chiave del film di Aldrich e che vi consiglio di vedere se non lo avete ancora fatto.

IL TRAILER

 

I sottotitoli del primo episodio di Feud – Bette and Joan li trovate a questo link! Buona visione!

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Giovanni Trombino

Sul blog di Italiansubs da Febbraio 2016, mentre le serie TV le guardo da molto più tempo. Agli episodi pilota do sempre una chance, soprattutto se di genere drammatico: Mad Men, Treme, Six Feet Under per dirne solo tre. Poche comedy tradizionali, molte più dramedy e black comedy. No teen drama, ho già dato con Dawson's Creek.

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