Homeland

Il realismo di Homeland secondo un esperto di intelligence

The Daily Beast ha intervistato Rick “Ozzie” Nelson, un esperto di intelligence, e gli ha chiesto: quanto è attinente alla realtà il telefilm della Showtime? La risposta? Non molto…

 

ATTENZIONE!  SPOILER ALERT, se non siete in pari non proseguite nella lettura

 

 

 

 

La CIA può operare in territorio statunitense?

No, la CIA non conduce operazioni interne di spionaggio su cittadini americani. Non è il loro lavoro, è compito dell’FBI. Se ci fosse una minaccia terroristica sul suolo americano, per esempio un agente straniero che cerca di raccogliere informazioni o una cellula terroristica, sarebbe l’FBI che condurrebbe l’operazione perchè legalmente ricadrebbe nei suoi compiti.

 

Lo show è un ritratto accurato della realtà?

E’ un buono show, ma non rispecchia fedelmente ciò che succede all’interno delle agenzie militari o di spionaggio. Alcune cose sono giuste, l’interrogatorio è stato abbastanza curato, anche se solo una piccola parte di esso. Se lo si guarda in un contesto più ampio, cioè che il soggetto è un membro del congresso, sul suolo americano, senza il suo avvocato, in un luogo sconosciuto, e che dopo solo otto ore viene liberato… beh non è semplicemente credibile. Partono da un pizzico di realismo e poi ci aggiungono Hollywood, è questo che rende il telefilm interessante.

 

L’interrogatorio era realistico?

Era realistico sul piano di come si interroga una persona e su tutto il ruolo del poliziotto cattivo – poliziotto buono. Eccetto per il coltello nella mano. Il cercare di far confessare e di portare il soggetto dalla tua parte, quello è corretto. Ma il fatto che tutto avvenga in segreto e senza un avvocato, quello no. E tutto è successo un po’ troppo in fretta. E’ improbabile che qualcuno con un livello tale di preparazione e conoscenze cambi idea in meno di un giorno. Uno scenario più realistico sarebbe stato far intervenire l’FBI, mettere tutte le prove davanti all’interrogato e dirgli “Ok, o collabori e ti arrestiamo” e poi coinvolgere la CIA.

 

E il coltello?

Quello è esagerato. Non potrebbe mai succedere, specialmente ad un cittadino americano.

 

 

 

A cosa si riferisce Carrie quando dice “Grazie ad i tuoi amici, abbiamo poteri più ampi per interrogarti”?

E’ un riferimento al Patriot Act. Anche se è vero che il Patriot Act ha dato ad alcune agenzie capacità maggiori, non ha comunque concesso alla CIA di poter interrogare segretamente un membro del congresso degli Stati Uniti senza il suo avvocato.

 

Si userebbe davvero una borsa nera in testa durante l’arresto?

No, quello è decisamente una cosa da Hollywood.

 

E Carrie invece? Potrebbe esistere un operativo della CIA che segretamente ha un disordine mentale?

Potrebbe succedere, ma le conseguenze dell’essere scoperto sarebbero significative. Nessuno sarebbe punito per un disordine mentale o per qualsiasi altro tipo di malattia, ma dovrebbe in ogni caso renderlo noto alla CIA, in modo da poterne valutare l’impatto sul proprio lavoro o per difendersi da eventuali tentativi di ricatto.

 

Quindi se lo avesse reso noto sarebbe stato tutto ok?

Non c’è una politica ben definita su queste cose, ma se la malattia fosse gestibile, credo che potrebbero tranquillamente lavorare con lei. Il suo personaggio forse è un po’ troppo spinto all’estremo. Se fosse un po’ meno instabile sarebbe più credibile. Fa cose che sono inaccettabili e mettono in pericolo la vita di altre persone.

 

Tipo?

Tipo quando corre in quell’edificio dopo che hanno recuperato l’informatrice a Beirut. Sono in una zona nemica, devono portarla via e Carrie corre nel palazzo da sola per recuperare delle prove. Quello è stato molto Hollywoodiano.

 

Parlando di quella scena, credi che avrebbero usato davvero una Escalade?

Se vuoi mantenere un profilo basso non te ne vai in giro per Beirut con un suv nero. O come quando Saul esce dall’ambasciata dal cancello principale in mezzo ai protestanti. Non si esce così da un’ambasciata.

 

Come faceva Saul a sapere come nascondere una falsa memory card per superare i controlli in aeroporto?

Quello è un classico dello spionaggio. Una cosa che le persone in quella posizione capiscono e conoscono bene. Quello è stato abbastanza realistico. Vuole fregare l’altra persona, ha qualcosa che ha molto valore e sa che probabilmente loro cercheranno di riprendersela, quindi non solo deve non farsela rubare, ma deve anche fare in modo che loro pensino che è stata recuperata, così che ritengano la loro operazione conclusa.

E quando Brody manda il messaggio dalla stanza operativa? Un membro del congresso sarebbe ammesso in quella stanza?

Potrebbe essere ammesso come non potrebbe. E’ improbabile che un membro del congresso venga fatto entrare con l’operazione in corso. E’ più probabile che venga informato subito prima o subito dopo, ma essere nella stanza durante l’opeazione è un po’ tirata come cosa. Ed il fatto che possa portarci un cellulare non esiste. Nemmeno il capo della CIA potrebbe fare una cosa così. Ed inoltre sarebbe difficile persino trasmettere, si prendono molte precauzioni su queste cose.

 

In cosa Homeland è attinente alla realtà?

La cosa migliore è la resa della politica e della burocrazia che stanno dietro a queste operazioni di antiterrorismo. Ed anche come sono rese le reti dei terroristi. Abu Nazir è un individuo pericolosissimo con una rete di collegamenti molto difficili da penetrare ed ha molto potere ed importanza, e Carrie capisce bene come funziona questa rete. Nella realtà ci avviciniamo così a queste reti di collegamento, ed è vero che sono così difficili da penetrare. Ma poi aggiungono dei dettagli irrealistici, tipo una giornalista che può farsi due chiacchere col direttore della CIA senza controlli dall’intelligence.

 

Nell’ultima puntata Brody ha detto a sua moglie che lavora per la CIA. Nella realtà, è concesso rivelare una cosa così alla propria consorte?

Dipende. Normalmente non si fa, ma in alcuni casi è necessario per motivare i propri spostamenti o gli orari di lavoro assurdi. I dettagli non vengono mai detti, ed il resto della famiglia di solito non lo sa.

 

Sappiamo che Obama è un fan della serie. Cose ne pensano i membri del governo dello show?

Gli piace, è un buon telefilm. Parlano della trama e non vedono l’ora di vedere come si svilupperà, ma nessuno di loro pensa che sia quello che fanno nella realtà. Hanno davvero colto nel segno, è molto meglio di 24, ma in fin dei conti non è paragonabile a nient’altro che viene trasmesso.

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