Dice: ho uno zio con una fabbrichetta che vuole fare un po’ di reclame. Quanto mi costa un carosello sulla tv americana?

Fanno girare un sacco di soldi (e non solo quelli)

Una delle ragioni per cui gli USA è la Land of the Free è che informazioni del genere in Italia te le sogni a meno che non lavori in concessionaria o in un media center. Oltreoceano le trovi su Internet. Il costo della pubblicità è un ottimo indicatore del successo di una serie, alternativo e complementare agli ascolti; a differenza di questi, però, riflette la percezione degli addetti ai lavori, e non del pubblico, al successo di uno show; inoltre, determina quanto buona è la centratura rispetto a un determinato target.

Esempio: il mio show potrebbe non attirare un grande pubblico, ma è strutturato in modo tale da attirare come mosche al miele le casalinghe (disperate). Un marchio di detersivi preferirà scegliere me piuttosto che uno show per i ragazzini (che il supermercato non lo vedono neanche in fotografia). Un marchio di dispositivi elettronici la penserà diversamente, mentre un marchio di merendine dovrà fare una serie di ricerche per capire se la scelta della merenda è più influenzata dai capricci dal ragazzino o dalle preoccupazioni della madre.

Uno show con un buon target potrà spuntare prezzi migliori per le proprie pubblicità perchè “dove lo trovi un pubblico profilato come il mio?”.  Tuttavia, sono sempre i numeri a guidare i costi della pubblicità: quest’anno le slot più care sono quelle del football (domenica, NBC) e di American Idol (Fox, mercoledì), con quest’ultimo che tende a crescere man mano che la sfida si fa più serrata. Anche se il football fa più contatti, è Idol a costare di più (arriva a 640.000 dollari per uno spazio di 30 secondi) proprio perchè il pubblico è un po’ più profilato, pur restando piuttosto generalista.

Product placement del secolo

I costi della pubblicità danno una buona idea dei trend delle serie: tre anni fa Grey’s Anatomy guidava la spesa con oltre 400.000 dollari per una slot da 30 secondi; oggi il prezzo si è quasi dimezzato, sebbene il pubblico non sia sceso così tanto; un discorso simile si può fare per House, The Office, Desperate Housewives.

Al contrario, show anche piuttosto maturi come I Simpson e Family Guy hanno valori simili a Glee e di poco inferiori a X Factor, pur che ascolti molto diversi: è evidente la longevità di questi show, oppure il maggior valore di un target giovane.

Per tutti gli altri dati, vi rimando alla tabellina di Ad Age. I valori sono solo indicativi, innanzitutto perchè frutto di negoziazioni e sconti continui fra concessionarie e media center, e anche perchè il tempismo dell’acquisto influenza molto il prezzo: acquistare con largo anticipo porta a sconti anche molto consistenti; i prezzi aumentano man mano che gli spazi pubblicitari vengono distribuiti e restano liberi solo quelli meno interessanti; tuttavia acquistarli con strettissimo anticipo (pochi giorni) porta ad altri sconti, un po’ come per i last minute. Anche i volumi portano a sconti notevoli. E nonostante la crisi dei contenuti e degli ascolti, sono in crescita: in alcuni casi, si parla di quasi 50.000 dollari in più.


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