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The Killing, quando un remake non serve

Negli ultimi anni abbiamo imparato a conoscere gli scandinavi da un diverso punto di vista, le loro società ideali si sono sottratte all’abituale luce del sole per finire sepolte nel buio.

Larsson, Mankell, Indridason, Nesbo ed altri popolano ormai da diversi anni gli scaffali delle librerie, con grande successo di pubblico, nel più classico esempio di “e chi l’avrebbe mai detto che questi scandinavi…”. Forse era solo questione di tempo perché l’ondata di gialli nordici prendesse possesso della televisione che, come mi sforzo di ripetere ogni volta, è il luogo perfetto per raccontare questo tipo di storie.

la prossima settimana infatti Itasa vi fornirà i sottotitoli di una nuova serie americana prodotta dalla AMC, dopo Breaking Bad, Mad Men, Rubicon e The Walking Dead. “The Killing” infatti è  un “nordic noir”, ancor meglio un remake di un omonima serie danese andata in onda secoli fa: nel 2007.

httpv://www.youtube.com/watch?v=4IZUWkghFeQ

Nessuno di noi ha mai visto finora The Killing, con molta probabilità sarà un’ottima serie, l’unico peccato di cui potrà essere colpevole sarà forse quello di essere totalmente superflua e non necessaria, perchè Forbrydelsen (titolo dell’originale) è l’apice del racconto telefilmico. In venti episodi di un’ora ciascuno possiamo ammirare un thriller straordinario, costruito sui colpi di scena e sulle tensioni dei personaggi, girato in alta definizione, scritto, diretto ed interpretato in modo eccellente. Io non conosco il danese, scrivo quest’articolo solo grazie alla BBC, che trasmette la serie sul suo canale digitale BBC Four, sottotitolato.

httpv://www.youtube.com/watch?v=74rbbmKIa-A

Le barriere imposte dal danese e dai sottotitoli in inglese non riescono a trattenere l’impeto delle interpretazioni e della scrittura, per quanto mi riguarda alcune battute saranno pure state cambiate, ma non mi interessa, in Forbrydelsen i silenzi raccontano più di ogni altra cosa, per non parlare delle epiche sequenze finali degli episodi.

La storia è inizialmente piuttosto normale: ragazza diciannovenne viene trovata morta in un bosco alla periferia di Copenaghen, il caso tocca all’ispettrice Sarah Lund, in procinto di trasferirsi in Svezia, e al nuovo arrivato Jan Meyer, che dovrà prendere il suo posto. Inutile quasi dire che Lund resterà per continuare l’indagine, e vederemo con quali conseguenze sulla sua vita. Altro aspetto della storia è quello della famiglia della vittima, con i genitori Pernille e Theis, che gestiscono un’azienda di traslochi. La terza e ultima prospettiva attraverso la quale seguiamo la storia è quella di Troels Hartmann e del suo staff nella corsa alle elezioni municipali di Copenaghen, quello che all’inizio sembra solo un estraneo alla faccenda si ritroverà nel bel mezzo del vortice.

Le informazioni a disposizione sul remake americano possono già dirci qualcosa sulla sua progettazione rispetto all’originale: tanto per iniziare gli autori del remake non sembrano aver perso troppo tempo nel riadattare i nomi dei personaggi, forse un po’ di pigrizia? Ad esempio, tre dei personaggi principali:

Sarah Lund/Sarah Linden

Theis Birk Larsen/Mitch Larsen

Pernille Birk Larsen/Stanley Larsen

Per quanto riguarda lo stile visuale invece, è piacevole vedere qualche differenza. Il maglione di Sarah Lund resta comunque imbattibile.

Scherzi a parte, Copenaghen diventa Seattle, forse altrettanto grigia e piovosa, Sarah non dovrà stavolta trasferirsi in Svezia ma in una più glamour California. I produttori del remake hanno assicurato che la trama divergerà in alcuni punti dall’originale, per evitare che qualche burlone si vada a cercare gli spoiler online. Un altro quesito è come verrà strutturata questa stagione rispetto ai venti episodi dell’originale: il finale della prima stagione di The Killing corrisponderà alla fine della trama oppure al cliffhanger di metà stagione nella serie danese?

Chi vivrà vedrà, nel frattempo guardatevi l’originale, se potete e se siete in grado di sopportare l’ascolto del danese, una lingua senza vocali, roba da matti.

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Chris Bernard

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