Curiosità

Basteranno Sanctuary, BSG e LOST a salvare Falling Skies?

L’accoppiata Spielberg Wyle l’anno scorso non ha convinto molto i fan di fantascienza, il team di Falling Skies quest’anno prova ad attirarli in altro modo, ma è quello giusto?

  • Gli alieni invadono la terra e spazzano via tutta l’umanità tranne sparuti gruppi di resistenti.
  • Un’intelligenza artificiale prende il controllo di tutti i sistemi informatici e cerca di sterminare gli umani rimasti, che contrattaccano.
  • Un virus decima la popolazione mondiale e i sopravvissuti si riorganizzano per tornare alla normalità.
  • Un’organizzazione segreta fa esplodere delle bombe atomiche che mettono in ginocchio gli Stati Uniti, nei luoghi risparmiati dalla catastrofe nuove comunità prendono forma e provano a ripristinare quella che era la loro vita quotidiana.
  • Una federazioni di pianeti instaura un sistema di governo totalitario e muove guerra contro coloro che vi si oppongono. Per alcuni di questi oppositori la guerra non è mai finita e continuano a viaggiare di pianeta in pianeta liberi come l’aria.

La smetto perché ho finito i sinonimi, tanto il senso lo avete capito: la guerra dei mondi, Terminator / Battlestar Galactica, Survivors, Jericho, Firefly… e potremmo continuare ancora.
Cosa hanno tutte queste storie in comune è chiaro: l’omaggio all’intelletto umano, alla caparbietà di alcune persone che non si rassegnano mai. Mi spiace per Skynet, ma non basta uccidere John Connor, le persone che resistono ci sono e sono tante, potremmo passare dalla finzione alla realtà in un batter d’occhio e percorrere la storia che va da Spartaco alla cosiddetta primavera araba passando per la Resistenza al nazifascismo in tutta l’Europa (e potrei azzardare pure una menzione al movimento No TAV, ma è un discorso più complesso).
La storia è quella, sempre la stessa, eppure non annoia mai. Il fascino della resistenza all’ingiusto, al sopruso, all’inevitabile, è qualcosa che portiamo dentro di noi, chi più chi meno.
Questo tipo di storie dà modo di parlare del nostro quotidiano, delle debolezze umane, della società e via dicendo, per questo motivo quando ho letto la prima volta di Falling Skies sono rimasto estasiato all’idea di vedere una storia del genere in TV. Peccato l’entusiasmo sia durato poco.

falling skies posterPerché non mi ha convinto? Perché non ha convinto un sacco di persone?
Il punto è questo: la storia è stata raccontata in modo buonista e scontato, manca il pathos, manca quella sensazione di “Cavolo, e ora?” alla fine degli episodi, c’è una connotazione religiosa senza senso e, soprattutto, mancano i colpi di scena che ti fanno cambiare idea su questo o quel personaggio.
Dopo Battlestar Galactica mi sarei aspettato che i personaggi non fossero tutti bianchi o neri (o al massimo neri-per-finta, Pope sto parlando con te), invece no. La trama è scontatissima, a parte il season finale e la scoperta della dottoressa verso il finale di stagione (resto sul vago per evitare spoiler, nel caso non l’aveste visto) è tutto ampiamente annunciato. Ma perché?
In ultimo stendo un velo pietoso sulla possibilità che ha un gruppo di scappati di casa di fabbricare i propri proiettili o quella che ha un insegnante di imbracciare per la prima volta un RPG e centrare un bersaglio lontano non so quanti chilometri.

Nonostante queste critiche che arrivano da un po’ tutto il panorama degli appassionati di fantascienza Falling Skies al pubblico americano piace, TNT lo ha rinnovato per una seconda stagione. Da Robert Rodat, che ha scritto anche The Patriot e Saving Private Ryan non c’è da aspettarsi niente di diverso e siccome la direzione la detta lui penso possa ben poco anche scrittori che apprezzerei di più:

  • Melinda Hsu Taylor, ha scritto per Lost e per The Clone Wars (e non dite “abeh”, erano due episodi piuttosto seri, uno su Mandalore e uno sulla corruzione nel Senato della Repubblica)
  • Joel Anderson Thompson è stato executive story editor (ovvero uno degli autori con più responsabilità nella Writers Room) in 20 episodi di Battlestar Galactica
  • Mark Verheiden è stato coproduttore esecutivo di BSG, produttore consulente in 62 episodi di Smallville e nelle stagioni 3 e 4 di Heroes (ok, questo non è esattamente un merito, ne convengo).

Cosa sappiamo della nuova stagione?
Nulla sulla trama, in compenso sappiamo che sono stati assunti attori che per il solo nome che portano fungeranno da calamita per gli appassionati di fantascienza.

Ryan Robbins è il barman del Galactica in BSG, Diego in Caprica, Raiden (RAIDEN!) in Mortal Kombat: Legacy, Rand in Riese: Kingdom Falling ma soprattutto è Henry Foss in Sanctuary.
Luciana Carro forse è meno nota, Pryah Magnus (non c’entra con Sanctuary) in Caprica ma penso tutti la ricordiate come Louanne ‘Kat’ Katraine, di certo se la ricorda anche Scar (you frakkin’ toaster!). Alieni sulle navette io se fossi in voi atterrerei alla svelta.
In ultimo arriva il Direttore Kendall di Alias, alias il generale Nicholas Alexander di West Wing, alias tenente comandante Joe White in Hawaii Five-0 e… come si chiamava in LOST? Ah sì: John Locke. Il nome l’avrete ormai indovinato tutti: è Terry O’Quinn.

Ora la domanda è: alla fine della seconda stagione lo vedremo con quella faccia smarrita dire “I was wrong!”, pentito di aver partecipato a questa serie?

Vi prego, chiamate Jane Espenson e lo staff di Alphas!

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Geek dal 1983, ha collaborato con Italiansubs dal 2007 al 2015. Ama fantascienza, fantasy e pirati. Fa sub senza sapere nuotare.

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