AMC

Rubicon, preparatevi al lavaggio del cervello

Dopo aver lanciato Mad Men e Breaking Bad, le due serie preferite al momento dalla critica, AMC ci riprova con questa serie definita come un ‘thriller cospirativo’.

Di norma la sceneggiatura di un pilot si attesta poco al di sotto delle 60 pagine per un episodio di 40-45 minuti. Rubicon costituisce un caso a parte, il rapporto è infatti quasi 1:1. Questo vuol dire una sola semplice cosa: il Rubicon che vedremo sarà molto lento. Ma chissenefrega, mi viene da dire. Rubicon sarà pur lento ma ti prende come nient’altro, il teaser di apertura della serie è un bellissimo gioco di sguardi immerso in un ambiente idilliaco. L’angoscia e lo sgomento che di lì a poco ci assaliranno invoglieranno senza dubbio a continuare nella visione. E fino a quel momento solo tre minuti saranno passati.

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Will Travers (interpretato da James Badge Dale, Robert Leckie in The Pacific) è un analista all’American Policy Institute, un think tank con sede a Manhattan. Oltre ad occuparsi di fornire consulenze e pareri su crisi internazionali, terrorismo ed affari Will Travers spende il suo tempo risolvendo (e non, sottolineo, facendo) cruciverba sui maggiori quotidiani americani. Finchè un giorno non nota qualcosa di strano.

Cosa ha notato di strano, vi chiederete. Se le coincidenze non esistono allora la stessa domanda e la stessa risposta in dieci diversi cruciverba in dieci diversi quotidiani il solito giorno non sono una coincidenza.

Che cosa mangiano le larve di lepidottero fortunate? Marsilea Quadrifolia.

La sceneggiatura, seppur stringata, è ricchissima di osservazioni e suggerimenti sulle inquadrature da eseguire, sarete assorbiti nel mondo di Rubicon quasi istantaneamente. La “scoperta” di Will suscita subito la velata attenzione del suo diretto superiore Daniel Haddas, una figura unica nel suo genere, un uomo incredibilmnente superstizioso. Non finisce qui, Haddas mostra il pattern a sua volta al suo superiore Ingram, prendendosi il merito della “scoperta”, un lavoro definito come “impressionante”. Se vi siete visti il trailer saprete cosa succederà a questo punto: Haddas se ne sta tornando tranquillamente a casa in treno, quando un’altra locomotiva in arrivo causa un inevitabile disastro.

Will Travers non è ingenuo e capirà che, dietro alla probabile morte del suo mentore, c’è qualcosa di oscuro. Gli analisti dell’American Policy Institute sembrano tutti personaggi interessanti, geni eccentrici, con un passato davvero interessante, ma del quale noi non sappiamo nulla. I burattinai di tutta la faccenda sono i membri di una strana società segreta, ovviamente. Abbiate fede, li conosceremo già dal pilot.

Nuovo trailer

Dopo l’incidente ferroviario la trama scorre via velocemente, Ingram propone a Travers di prendere il posto del suo vecchio capo finendo per accettare. Will accetterà la promozione solo dopo aver notato diverse cose strane e dopo essersi fatto molte domande su Daniel Haddas e sulle circostanze della sua scomparsa.

Rubicon sulla carta promette grandissime cose, è un prodotto adatto ad un pubblico che vuole essere stupito, che presta attenzione ai particolari, e che non vuole essere preso in giro. Gli ultimissimi minuti del pilot colpiranno nel segno: vi stupiranno e vi apriranno gli occhi, vi lasceranno a bocca aperta e con la curiosità di sapere come va a finire.

Giusto lo scorso anno in questo periodo stavo leggendo la sceneggitura del pilot di FlashForward, non voglio fare il presuntuoso, ma col senno di poi… c’avevo visto bene. Un mistero non costruisce a tavolino, facendo dire a qualcuno qualche frase misteriosa, o virando  troppo pericolosamente verso la fantascienza. Oso dire che qui il mistero è costruito magistralmente, i fan di Lost non dovrebbero rimanerne delusi.

Finora non ho fatto altro che smielare elogi, tuttavia non mancano aspetti meno rassicuranti. In primo luogo non sarà facile mantenere credibile lo sviluppo della trama. Gettare troppa carne sul fuoco lasciandola poi lì a bruciare è qualcosa che non ci auguriamo più di vedere. D’altra parte AMC ci ha abituato bene finora, con due serie che, dal punto di visto creativo non hanno mai perso un colpo in un totale di sei stagioni (3 Mad Men + 3 Breaking Bad).

PS inizia il primo agosto

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Chris Bernard

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