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Sotto-Titolo: Continuum, Better Off Ted, Pushing Daisies

Terzo appuntamento con la rubrica Sotto-Titolo.

Anche questa volta parliamo di tre titoli scelti da voi, precisamente da Marco R. e Shadow Meister. Così come hanno fatto loro, se qualcuno avesse curiosità di saperne di più su qualche titolo in particolare, lo scriva nei commenti e cercheremo di risolvere il mistero.

Quanto siete ferrati in fisica? Perché iniziamo subito con qualche concetto fisico, per sembrare intelligenti.

Continuum: innanzitutto grazie a Bettaro per i suoi suggerimenti in campo fisico.
Chi la segue sa che la serie ruota attorno ad un gruppo di ribelli e una poliziotta che, viaggiando indietro nel tempo, tornano all’anno 2012.
Il “continuum” del titolo fa riferimento al concetto della fisica di “continuum spazio-temporale”. Di cosa stiamo parlando? È una modellizzazione dell’universo: è come guardare l’universo nel suo insieme spazio e tempo: passato, presente, futuro e dovunque. Pensiamo a quello che è successo a noi nel ventesimo secolo viaggiando nello spazio: ora possiamo vedere tutte e tre le dimensioni e tutti i luoghi della Terra, prima dei viaggi spaziali ciò era impossibile. Osservare il continuum è un ulteriore avanzamento di livello: invece che vedere solo tutti i luoghi, vediamo anche tutti i tempi, tutti gli istanti. Si tratta chiaramente di un concetto astratto della fisica.
Dopo questa lezione, vi dico anche che quando lo show fu annunciato, nel novembre 2011, fu presentato con un altro titolo, precisamente Out of Time. Fu cambiato poco prima della messa in onda.

Better Off Ted: per chi non conoscesse questa serie, ormai terminata quasi tre anni fa, si tratta di una comedy prodotta dalla rete ABC. Il protagonista è Ted, capo del settore ricerca della Veridian Dynamics.
Il nome dello show, come spiegato da Victor Fresco (creatore della serie) in un’intervista, si basa sull’idea che una persona è migliore (“Better Off”) se è Ted, se aspira ad essere Ted: Ted è il capo dell’universo, una persona amata ed invidiata.
Fresco ha ammesso anche che effettivamente non è stato scelto un gran titolo per questo programma ma che di sicuro non è stato la causa della sua chiusura anticipata alla seconda stagione (lo show aveva degli ascolti troppo bassi).

Pushing Daisies: noi italiani abbiamo pochi vantaggi e pochi pregi in campo televisivo, dobbiamo ammetterlo, ma ogni tanto anche noi abbiamo le nostre piccole rivincite: gli ultimi tre episodi della serie difatti, sono stati mandati in onda prima in Germania e in Italia e solo dopo un mese e mezzo negli Stati Uniti. Magra consolazione, lo so, ma dobbiamo accontentarci e gioire delle piccole cose. State gioendo? Sì? Bene, adesso basta gioire che devo andare avanti a spiegare il titolo.
Il titolo prende spunto dall’espressione inglese “pushing daisies”, “spingere le margherite”, utilizzata per indicare la morte dato che si tratta di un’attività che si può effettuare (immaginando che si possa effettuare) solo dal basso. L’espressione può anche essere inserita in una frase che sarà tradotta semplicemente con “quella persona è morta”.
Scavando più a fondo (scusate il macabro gioco di parole) ho scoperto che la trasposizione italiana sarebbe “andare a babborivéggoli”. Quando l’ho letta pensavo fosse uno scherzo invece esiste davvero: è un’espressione usata in Toscana e viene utilizzata appunto per indicare il morire (‘babborivéggolo’ è una parola composta da ‘babbo’ (padre) e da una derivazione scherzosa di ‘rivedere’. Visto l’argomento non so quanto possa essere scherzoso, ma tant’è!).
Il titolo della serie si riconnette alla capacità del protagonista, Ned, che ha il potere di riportare in vita gli esseri morti.
Il concept originale era inspirato e fortemente radicato a Dead Like Me (il produttore esecutivo era sempre Bryan Fuller), che verteva attorno al personaggio di Georgia, una ‘non morta’ con il compito di prelevare le anime dalle persone ancora vive per accompagnarle nell’aldilà. Pushing Daisies, nei piani originali avrebbe dovuto essere il suo spin-off.
Se foste appassionati della serie esiste anche un comic-book, distribuito per la prima volta al Comic-Con di San Diego nel 2007, che contiene misteri e antefatti non presentati nello show.

Quindi, morale dell’articolo di oggi: se andate in Toscana e vi dicono di “andare a babborivéggoli”, non ringraziate.

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Marta2706

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