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Back to the Past: One Tree Hill

Eccoci ad un altro appuntamento con Back to the Past, la rubrica che torna indietro nel tempo per i nostalgici e per stuzzicare la curiosità di chi ha sempre voglia di cominciare serie nuove. Oggi è il turno di One Tree Hill, teen drama creato da Mark Schwahn e andato in onda su The WB prima e The CW poi, dal 2003 al 2012 per nove stagioni e ben 187 episodi.
 
One Tree Hill
 

TRAMA E PERSONAGGI

La serie, ambientata nella fittizia Tree Hill, segue le vicende di due fratellastri, Lucas (Chad Michael Murray) e Nathan Scott (James Lafferty), e della miriade di personaggi che girano intorno alle loro vite. Le prime quattro stagioni della serie raccontano gli ultimi due anni di liceo dei protagonisti; dalla quinta stagione in poi, invece, la narrazione si sposta quattro anni in avanti descrivendo le loro vite in età già adulta.
Lucas e Nathan hanno lo stesso padre: Dan Scott (Paul Johansson). Dopo aver messo incinta la sua ragazza del liceo Karen (Moira Kelly), Dan ha riconosciuto Lucas come figlio ma si è sempre rifiutato di considerarlo tale, cosa che invece non ha fatto con Nathan, avuto a distanza di meno di un anno con un’altra donna, Deb Lee (Barbara Alyn Woods). Inizialmente rivali per questo motivo, quindi, i due fratellastri finiscono per diventare amici soprattutto grazie alla passione che li unisce: il basket. Con l’aiuto dello zio dei due ragazzi Keith Scott (Craig Sheffer), infatti, il coach Whitey Durham (Barry Corbin) fa entrare Lucas nei Ravens, la squadra del liceo, di cui Nathan è il capitano. Le dinamiche tipiche dei teen drama emergono tutti quando Lucas finisce per innamorarsi di Peyton Sawyer (Hilarie Burton), fidanzata di Nathan, e quando quest’ultimo comincerà a uscire, innamorandosene poi, con Haley James (Bethany Joy Lenz), migliore amica di Lucas. A completare il quadro ci pensa il capo delle cheerleaders Brooke Davis (Sophia Bush), personaggio meglio riuscito della serie secondo il sottoscritto.
 

SEGNI DISTINTIVI

Lo sport è il primo segno distintivo della serie. One Tree Hill, così come fece anche Friday Night Lights, dimostra quanto lo sport riesca a incidere sulla vita delle persone e ad essere, al tempo stesso, aggregante nelle relazioni sociali.

One Tree Hill 2

One Tree Hill è noto anche per le citazioni e le riflessioni che chiudono e aprono ogni episodio. La maggior parte dei voice-over sono del personaggio di Lucas, salvo poi lasciare il posto in alcune occasioni ad altri personaggi che nel corso delle stagioni hanno popolato la serie. A seguito dell’abbandono di Chad Michael Murray, il compito di narrare le storie di Tree Hill passa a Dan (per tutta la settima stagione) e ad Haley (per l’ottava e la nona stagione).
La musica, inoltre, ricopre un ruolo fondamentale. Oltre ad accompagnare alcune scene con brani di artisti appartenenti alla scena musicale indipendente, One Tree Hill utilizza le aspirazioni musicali di Peyton e Haley, e i fittizzi Tric e Karen’s Cafè, per permettere ad alcuni cantanti di partecipare come guest nella parte di loro stessi. Un esempio è Pete Weinz dei Fall Out Boy che appare in alcuni episodi della terza stagione. La colonna sonora della serie, inoltre, comprende brani di artisti quali Oasis, Radiohead, Stereophonics, Snow Patrol, Travis, Feeder, Dashboard Confessional, P!nk, The Cure, Switchfoot, Audioslave e Foo Fighters ed è l’unico show televisivo, insieme a The Sopranos, che ha ricevuto l’autorizzazione da parte dei Led Zeppelin a utilizzare un loro brano; nell’episodio The Show Must Go One della terza stagione, infatti, possiamo ascoltare Babe I’m Gonna Leave You.
Della serie sono stati pubblicati tre album: One Tree Hill Volume 1 (contenente brani dalla prima e seconda stagione), One Tree Hill Volume 2: Friends with Benefit (seconda e terza stagione) e One Tree Hill: The Road Mix (terza e quarta). I ricavati delle vendite del secondo album sono stati devoluti alla National Breast Cancer Foundation.
I crediti di apertura, inoltre, sono accompagnati dal brano I don’t want to be dell’artista statunitense Gavin De Graw (che appare come guest in alcuni episodi) fino alla quarta stagione e per tutta l’ottava.

 

Degno di nota in quanto momento di svolta della serie è stato, poi, l’episodio della terza stagione With Tired Eyes, Tired Minds, Tired Souls, We Slept. La puntata trae ispirazione dai tragici avvenimenti del 20 aprile 1999 quando due studenti armati entrarono nella Columbine High School uccidendo 13 studenti e ferendone altri 24. Da quell’episodio, la serie diventa più adulta e attenta alle tematiche di rilevanza sociale.

one-tree-hill
 

IL SUCCESSO

One Tree Hill non ha mai brillato per il numero di telespettatori. Tuttavia, però, le medie d’ascolto sono sempre state abbastanza in linea con quelle degli altri show, sia di The WB che di The CW. La seconda stagione è stata la più vista dell’intera serie con una media di 4.3 milioni di telespettatori. Lo share, inoltre, è calato drasticamente quando due dei protagonisti della serie, Chad Michael Murray e Hilarie Burton, decisero di lasciare la serie al termine della sesta stagione.
Però, la scelta di muovere le vite dei personaggi intorno al basket ha comunque permesso agli autori della serie di attrarre anche un pubblico maschile poco avvezzo alle vicende amorose e alle dinamiche relazionali tipiche dei teen drama a cui la TV ci ha abituati.
Nonostante i timidi ascolti, i cambiamenti e alcuni importanti addii al cast, One Tree Hill è riuscito a sopravvivere per nove stagioni e a lasciare, soprattutto, un’impronta importante in un panorama televisivo ormai saturo di teen drama tutti uguali. Oltre all’adolescenza e ai drammi amorosi e familiari c’è molto di più: le passioni, l’amicizia fraterna e, soprattutto, il passaggio difficile per tutti all’età adultà.

Se non l’avete ancora vista, vi consiglio di liberarvi di qualsiasi pregiudizio legato al genere e di dare una possibilità almeno al pilot. Non ve ne pentirete.

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Giuliano Franco

Bevo caffé come Loreai Gilmore, ascolto musica come Peyton Sawyer e guardo film come Dawson Leery. Un tempo volevo uccidere vampiri come Buffy; ora, invece, studio comunicazione. Blogger su ITASA dal 2017.

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