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Gotham – Promossa o bocciata?

Scopriamo insieme se questa nuova serie è riuscita a convincere o ha deluso le aspettative del pubblico.

Spoiler Alert!

o7tzzl Dopo un Pilot forse troppo freddo e poco emozionante, Gotham è poi cresciuta molto nel corso delle puntate successive, fino a un mid-season elettrizzante. La serie ci racconta le vicende dei personaggi di Batman negli anni precedenti alla loro affermazione per come li conosciamo, iniziando proprio da quell’evento, la morte dei suoi genitori, che porterà Bruce Wayne a diventare il suo alter ego mascherato. Gotham cerca di catturare il grande pubblico con una struttura procedurale di base, con il detective protagonista della serie, Jim Gordon, che in ogni puntata affronta un caso diverso. Intorno a questa struttura gli autori dello show hanno inserito una serie di sotto trame che non solo soddisfano i fan del fumetto, ma anche chi cerca una trama più complessa e multi episodica.

Questa prima stagione si concentra sullo scontro tra i tre grandi boss criminali di Gotham, Fish Mooney, Carmine Falcone e Salvatore Maroni. Pedina fondamentale del gioco tra questi è Oswald Cobblepot, colui che diventerà poi il criminale Il Pinguino. Ed è forse proprio lui, portato sullo schermo grazie all’ottima performance di Robin Lord Taylor, a dare a Gotham quel qualcosa in più che la rende così efficace. Come dichiarato in un’intervista, ogni stagione di Gotham si concentrerà su un villain in particolare e in questa prima tale villain è proprio il Pinguino. Una scelta intelligente, visto che le origini del personaggio non sono mai state definite chiaramente, solo accennate, come nel film di Tim Burton, Batman Returns. Questa scelta ha permesso agli sceneggiatori Danny Cannon e Bruno Heller di creare una sceneggiatura originale e che perfettamente unisce la struttura procedurale, le intriganti sotto trame riguardanti l’origine degli iconici personaggi del mondo di Batman e l’arco narrativo che copre tutta la prima stagione. Gotham soffre però, al contempo, proprio dell’intrecciarsi di queste tre grandi strutture narrative. A volte l’una prende il sopravvento sull’altra, finendo per dare spazio a certi aspetti a discapito di altri. Prendiamo ad esempio la puntata numero 9, dove viene introdotto Harvey Dent. Un personaggio così carismatico e interessante avrebbe richiesto un maggiore approfondimento, mentre nella puntata si presta troppo attenzione alla parte
procedurale.

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Sempre nella stessa puntata è da lodare invece lo sviluppo del rapporto tra Bruce Wayne e il suo maggiordomo Alfred. Elemento chiave del fumetto, viene in Gotham reso alla perfezione, esplorando aspetti solo accennati, come Alfred che insegna a Bruce a difendersi o il suo fargli da padre durante l’adolescenza.

Speriamo che nel resto della stagione vi sia una maggiore accortezza nell’intrecciare le tre componenti chiavi della sceneggiatura di Gotham. A parte questo piccolo, grande difetto, la prima parte di stagione è pienamente promossa e pone le basi per una serie che potrebbe andare avanti per molti anni. Smallville ci ha insegnato, nel bene e nel male, che è possibile raccontare le origini di un iconico personaggio dei fumetti fino alla sua maturità. Speriamo che a Gotham venga concessa la stessa possibilità. Appuntamento a fine stagione per la recensione completa.

Voi siete rimasti delusi o vi ha convinto? Sarebbe meglio gli sceneggiatori levassero quasi del tutto la parte procedurale o vi sembra una componente chiave? Da fan del fumetto siete soddisfatti (io sì, ve lo dico già)?

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Jacopo Msn

Jacopo Mascolini, laureato al DAMS di Roma e su ItasaBlog dal 2014, sta studiando alla Scuola Holden di Torino per diventare uno sceneggiatore di serie TV.
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