Curiosità

Il flame come forma d’arte – 10 anni di Italiansubs

In principio era Lost. La madre di tutti i flame. Dal momento in cui Jack Shepherd ha aperto gli occhi su quell’isola qualsiasi flame giunto dopo si è dovuto misurare con le discussioni nate attorno alla serie creata da J.J. Abrams. Prima di Lost eravamo giovani e ingenui. Credevamo che guardare una serie televisiva fosse solo una fonte di piacere e di intrattenimento. Non pensavamo che fosse possibile soffrire multipli travasi di bile discutendo delle origini di Jacob o discutendo di come Damon Lindelof non avesse alcuna idea di cosa stava facendo. Il nostro mondo era cambiato per sempre. Parole come hater e fanboy sono entrate nell’immaginario comune e hanno affiancato gli altri insulti figli della lingua di Dante. Come una piazza dell’antica Grecia, Italiansubs è luogo di dibattito ed espressione, e come tale non può ospitare solo ben educati gentiluomini e gentildonne pronti a discutere dei massimi sistemi e del significato della vita, dell’universo e di tutto quanto. La lite, la discussione animata sono parti integranti dell’esperienza seriale moderna e ognuno di noi, una volta o l’altra nella propria vita virtuale, si è trovato nel tunnel senza uscita di un flame. In vista del decimo compleanno di Italiansubs ho pensato di stilare una top 10 di cose da sapere per potersi destreggiare meglio nel duro mondo del flame. È giunta l’ora di scoprire quanto è profonda la tana del bianconiglio.

1. Le due guerre civili whovian

Flame 101 prevede la scoperta e l’imperativo morale di che richiede a ogni fan di schierarsi nella millenaria (in tempi televisivi) guerra civile whovian che oppone Russel T. Davies e Steven Moffat e David Tennant e Matt Smith. La neutralità non è un opzione, l’unica scelta è schierarsi. L’unico modo che si ha per sopravvivere senza scegliere una fazione è quella di non sceglierne nemmeno una. A questo punto l’unica via d’uscita è affermare di odiare ogni singolo episodio e buttarsi a capofitto nella serie classica, ultimo baluardo della mitologia whoviana contro l’assalto di RTD, Moffat e gli altri vili modernisti.

2. Geni, idioti e onesti mestieranti

Il cinema ha portato la meraviglia e lo stupore negli occhi di quei primi pionieri che videro il treno uscire dallo schermo in quel teatro parigino. Il cinema ha contribuito a riunire il nostro paese dopo la distruzione della guerra. Oggi, nel topic “Il film che ho appena visto” diventa invece fonte di divisione. Quentin Tarantino, Stanley Kubrick, Terrence Malick, Darren Aronovsky, ogni singolo film della Marvel. Geni, pagliacci e onesti mestieranti. Non c’è film o regista che in un momento o nell’altro della propria carriera non sia riuscito a sollevare un polverone tra gli orgogliosi itasiani. Il dilemma shakesperiano tra il film in lingua originale e la dignità del doppiaggio italico è un topoi che emerge con costanza per riempire le desolate nottate invernali. Mai un momento di noia nella board del cinema di Italiansubs.

3. Sempliciotti contro snob aka USA vs UK

La contrapposizione tra serie americane e serie inglesi è la versione seriale di Beatles vs Rolling Stones e Blur vs Oasis. Dove le serie americane hanno venduto l’anima al Dio denaro, le serie britanniche sono coraggiose e innovative. Dove invece le serie americane sono oneste, le serie inglesi sono adatte solo ai poser e agli hipster che non si abbassano a guardare la tv americana, considerata troppo commerciale. Tutto questo in un interminabile circolo vizioso, a conferma del fatto che “il tempo è un circolo piatto”. O è una citazione troppo yankee per i vostri gusti?

4. Non avete letto il libro? Infedeli 

Il materiale originale può essere un’interminabile saga fantasy o una celebrata serie a fumetti. Non importa. Non aver letto il materiale originale ti rende automaticamente soggetto agli strali di chi ne era appassionato prima che divenisse commerciale, prima che i nuovi ricchi sporcassero il fandom con il loro puerile entusiasmo. Ogni episodio è una crociata contro l’infedele. Frotte di spettatori entusiasti inconsci che gli autori abbiano cambiato l’ordine dei capitoli del diciottesimo volume della saga. Posso solo immaginare le roteate di bulbi oculari che renderebbero orgogliosa una professionista come Liz Lemon. Per tutti gli altri posso solo consigliare tanto yoga e un atteggiamento zen, necessario a incassare l’inevitabilità dello spoiler.

5. Fenomenologia del flame

Italiansubs è stata pensata come un luogo d’amore e amicizia, come la Casa delle Libertà, ma come diceva Filippo Tommaso Marinetti nel suo manifesto futurista, “il flame è igiene del mondo”. La discussione è un tratto innato della nostra personalità, fa parte del nostro bagaglio genetico di esseri umani. Ci sono due tipi di flame tra quelli a cui ho potuto assistere nella mia militanza itasiana. La prima tipologia è basata sui contenuti. Lost, Doctor Who, Fringe, Sons of Anarchy, Game of Thrones. Queste sono serie geneticamente controverse, costruite su premesse che conducono naturalmente alla discussione, che può raggiungere diversi livelli di animazione. I babbani delle serie tv rimarrebbero a bocca aperta se leggessero il livello di acredine che è possibile raggiungere in una discussione su chi sia meglio tra Rose Tyler e Amy Pond o quanto possa andare sulla difensiva un hardcore fan di Kurt Sutter. L’altra tipologia di flame invece poggia le proprie radici nei personaggi. Mi piace pensare a questi individui come a delle “lenti”, per usare una metafora lindelofiana. In molti casi è la sola presenza di questi utenti a scatenare l’inferno. Come l’ispanico sulle colline di Vindobona o Leonida sulla spiaggia delle Termopili, questi personaggi non conoscono paura. Come Voltaire non condividono la tua opinione ma morirebbero per convincerti della loro. Si tratta di personaggi capaci di gestire multipli attacchi da svariate direzioni e con una padronanza del tasto multiquote degna di Ywngie Malmsteen con la sua chitarra. Come difendersi? Fate attenzione a post kilometrici con una serie di quote a separare ogni paragrafo. Una volta individuato il post seguite il consiglio di Virgilio, “non ti curar di loro ma guarda e passa”.

6. La provocazione non è un’arte alla portata di tutti

Le provocazioni, spesso volontarie e create con l’intento di prendere in giro, nella maggior parte dei casi esplodono in faccia al provocatore che due ore dopo si trova infangato fino alle ginocchia come se si trovasse nel delta del Mekong. A quel punto entra in gioco il rimpianto di non aver avuto una forza di volontà maggiore, l’incapacità di trattenersi dal far notare cose all’apparenza scontate, come ad esempio che sia assurdo che dopo 6 stagioni di una serie si possa continuare a sbagliare i nomi dei personaggi. Ci sono passato. Leggere “Jesse Mariano” e “Jemma Teller” ha testato il mio autocontrollo come mai era accaduto in passato. Basta veramente poco a scatenare un flame. Come un infiltrato del governo in un corteo studentesco, era sufficiente entrare nella board di Glee e seminare un po’ di disdegno per la mania delle ship o semplicemente parlare male di Benedict Cumberbatch nei posti sbagliati al momento sbagliato. La frase “Sono opinioni. Questa serie chiaramente non è per tutti” su Italiansubs diventa più pericolosa di “Caro, dobbiamo parlare”. Mai come in queste situazioni la lingua italiana diventa un’arma a doppio taglio.

7. Miscellaneous. C’è lite anche oltre il piccolo schermo

Le Grandi questioni come la politica e la religione hanno sempre avuto grande spazio su Italiansubs e l’ascesa di Renzi e Grillo ha provocato un picco nella litigiosità dei nostri utenti, anestetizzati da vent’anni di Berlusconismo. La storico topic “Piazza ItaSA” del forum ha vissuto momenti degni dell’Autunno Caldo e la sezione Calcio ha fatto del Messi vs Cristiano Ronaldo, e peggio ancora del Matri vs Quagliarella, una fonte eterna di orgoglio e vergogna. Se siete ansiosi di menar le dita sulla tastiera, Italiansubs è come un ricco buffet. Avete solo l’imbarazzo della scelta.

8. J.J. Abrams, Nic Pizzolatto e i loro fratelli

Come ho già dimostrato discutendo dello scontro fratricida tra whovian, la figura dello showrunner è tra le più conflittuali nel panorama seriale moderno. Un po’ come l’allenatore di calcio, la vita di uno showrunner è ricca di difficoltà. Ogni singolo fallimento della squadra viene addossato esclusivamente all’uomo al comando, che all’improvviso si ritrova solo. Ma non si tratta di una vita di soli stenti. A volte una vittoria, magari anche isolata, basta a far ascendere un autore a un livello quasi metafisico di intoccabilità. Per questo motivo abbiamo incassato i pipponi kilometrici di fan affetti dalla sindrome di Stendhal che si sentono mancare a ogni ripresa dal basso ordinata da Vince Gilligan in Breaking Bad. Allo stesso modo però non possiamo dimenticare la seconda stagione di True Detective. Il secondo volume della serie antologica di Nic Pizzolatto ha visto contrapporsi gli apologeti e i critici più severi dell’autore rivelazione del 2014. Per Pizzolatto, la prima stagione, capace di unire cuori e menti più dell’ultimo disco di Adele è un ormai un ricordo perduto nel tempo, come lacrime nella pioggia. E non preoccupatevi, non mi sono scordato di J.J. Abrams, autore polarizzante come pochi, sempre capace di lasciare terra bruciata dovunque al suo passaggio, sia che si tratti di Damon Lindelof, abbandonato tra le macerie del pilot di Lost, o di legioni di appassionati lasciati ad azzuffarsi sull’annosa questione “JJ Abrams è un genio o un incapace?” La vita di uno showrunner ricorda di quanto sia fine la linea che separa amore e odio.

9. L’età d’oro del flame

Ora che ci prepariamo a festeggiare il decimo compleanno di Italiansubs mi ritrovo a guardare indietro a questi momenti con un occhio nostalgico. Da buon nonno di Heidi non faccio che pensare “O tempora o mores”, e rimpiangere quando dopo un episodio di Breaking Bad o Sons of Anarchy passavo un’ora buona a dissezionare ogni post e da buon dilettante che ero, ogni tanto gettavo una piccola provocazione che nella maggior parte dei casi passava inosservata. L’epoca d’oro del flame per me si è conclusa. Il series finale di Breaking Bad ha segnato la fine di un’epoca di crescita prima d’allora sconosciuta. Oggi non abbiamo serie capaci di creare discussioni infuocate come Lost o Breaking Bad. Game of Thrones e Doctor Who portano avanti la loro battaglia ma non è più la stessa cosa. Sembra che nel frattempo qualcosa si sia rotto. Il nichilismo ha avuto il sopravvento e discutere sembra quasi essere diventato inutile, obsoleto. La gente ha smesso di ascoltare, presa dalla frenesia di esprimersi. Ma voglio pensare che sia solo lo scarto generazione. Preferisco pensare che sia giunta l’ora di passare il testimone alle nuove generazioni di itasiani, che avranno il compito di tenere accesa la torcia del flame.

10. Il futuro del flame

Fra cinquant’anni, quando saremo davanti ai nostri televisori a guardare la quarantottesima stagione di NCIS: Salt Lake City o Bones: I Pronipoti, guarderemo indietro a questi tempi con nostalgia e racconteremo ai nostri nipotini di come Italiansubs ci avesse regalato uno spazio per esprimere le nostre emozioni, sia che queste fossero di gioia o di frustrazione. Ed è proprio per questo motivo che in questa occasione, il decimo compleanno di questa community, è importante celebrare anche un fenomeno che si può considerare poco piacevole, come il flame. Italiansubs è stata per dieci anni un pacchetto completo, un luogo dove poterci esprimere, confidare, sfogare. Un luogo che per tanti è stato molto importante; dove possono essere sbocciati amori, amicizie o idiosincrasie inconciliabili. Da buon brontolone incontentabile, sono certo che fra dieci anni sarò ancora qui, a lamentarmi di come il futuro non ci riservi nulla di buono e che l’età dell’oro sia definitivamente tramontata. Ma sarò ancora qui. Insieme a tutti voi.

Ad altri dieci magnifici anni!

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talpa10

29 anni, blogger su itasa dall'estate 2014 con una predilezione per i series finale. Sono sempre stato un fedele suddito di HBO ma negli ultimi anni ho trovato rifugio sicuro tra le braccia di FX. Nick Miller e Ron Swanson i miei spiriti guida
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