Curiosità

Il Nielsen Twitter TV Ratings arriva in Italia

L’agenzia Nielsen, che si occupa della misurazione degli ascolti televisivi, ha appena annunciato che introdurrà anche in Italia la misurazione del Twitter TV Ratings, ovvero le analisi dei tweet riguardanti i programmi televisivi.

twitterCome avevamo già spiegato in un altro articolo, il Twitter TV Ratings va a misurare la quantità di tweet riguardanti un dato programma, il numero di autori dei vari tweet e l’audience, cioè il numero di utenti che leggono i tweet prodotti.

Negli Stati Uniti la misurazione è cominciata con questa stagione televisiva; i dati ottenuti attraverso la collaborazione tra Twitter e la Nielsen aiutano le reti televisive a capire quanto è grande l’interesse del pubblico per un dato programma, se questo viene apprezzato oppure no, e tutta una serie di altre informazioni riguardanti gli utenti che twittano, in modo tale da poter mettere in campo campagne pubblicitarie mirate per i propri telespettatori. Allo stato attuale i dati sono del tutto ininfluenti per quanto riguarda il rinnovo o la cancellazione di una serie, ma possono aiutare le reti televisive a capire meglio i gusti del proprio pubblico e quindi ad attuare strategie diverse per poter promuovere i propri programmi.

A partire dall’autunno 2014, i dati saranno disponibili anche per la televisione italiana.

Luca Bordin, General Manager, Sales & Media Solutions di Nielsen Italia, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Nielsen Twitter TV Ratings offre nuove opportunità a editori, agenzie e inserzionisti. Questo innovativo strumento, oltre a consentire la misurazione dei Tweet relativi ai programmi televisivi, permette anche e soprattutto di rilevarne l’audience, cioè quante persone sono state esposte a questi stessi Tweet. I broadcaster potranno quindi comprendere pienamente l’efficacia delle proprie strategie di audience engagement mentre agenzie e inserzionisti avranno a disposizione un tool strategico per la pianificazione pubblicitaria.

Le conversazioni su Twitter riguardanti i programmi televisivi sono ormai un fenomeno accertato anche in Italia; Nielsen misurerà i tweet per capire il coinvolgimento del pubblico, quantificherà l’impatto dei tweet sui dati d’ascolto e analizzerà la relazione tra i tweet su un programma e l’audience del programma stesso. Inoltre l’agenzia supporterà gli inserzionisti fornendo loro dati strategici per la creazione di campagne pubblicitarie mirate, aiutandole a mettere a punto strategie commerciali che tengano conto di questa nuova opportunità rappresentata dalla Social TV.

L’iniziativa piace molto a Sky, il cui portavoce Andrea Mezzasalma afferma:

In uno scenario televisivo in cui il coinvolgimento diretto degli spettatori diviene sempre più centrale, desta grande interesse l’iniziativa di Nielsen verso una currency che misuri trasversalmente i Tweet legati a ciascun programma TV e la loro audience effettiva.

Anche Giulio Malgara, Presidente Auditel, si mostra molto interessato:

Da tempo Auditel è attenta a come cambia la TV con l’estensione dei contenuti televisivi oltre al tradizionale schermo. Soltanto metriche affidabili permetteranno a broadcaster, agenzie e inserzionisti di elaborare nuove strategie editoriali e pubblicitarie capaci di tener conto anche dell’engagement generato dal fenomeno della Social TV. In questo senso guardiamo con interesse a questa nuova soluzione che Nielsen renderà presto disponibile sul mercato italiano.

Chissà se il Twitter TV Ratings aiuterà davvero la nostra programmazione televisiva, facendo capire alle reti che è ora di svecchiare il palinsesto; attualmente la fascia commerciale di cui tiene conto l’auditel è quella dei 15-64 anni. Con questo metodo di misurazione si darà sicuramente più voce alla fascia giovane, quella che più utilizza i social network; voglio sperare che in questo caso i tweet su Pechino Express siano nettamente superiori a quelli sull’ennesima fiction riguardante il santo di turno, così da far capire alle reti che i giovani hanno gusti che vanno al di là de Gli occhi del Cuore.

 

Fonte: Nielsen

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