Curiosità

Serie italiane all’estero. Finalmente possiamo competere con gli Stati Uniti?

Che il mercato televisivo italiano stesse diventando competitivo lo si era capito dal successo di Gomorra, venduta in 190 paesi e accolta con entusiasmo sia dal pubblico che dalla critica (Der Spiegel aveva addirittura azzardato il paragone con I Soprano titolando «Dimenticateli, ora ci sono i Savastano»).

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Gomorra – La serie

Ma ciò a cui assistiamo negli ultimi anni, vale a dire una crescita di interesse verso i prodotti seriali del nostro Paese, sorprende. Tanto che persino noi, puristi delle serie americane, gli stessi pronti a snobbare a prescindere qualsiasi fiction nostrana, abbiamo dovuto ricrederci. Sia perché, effettivamente, alcune nuove serie prodotte e girate in Italia si sono dimostrate all’altezza di quelle americane (in ultimo Suburra, prima produzione italiana di Netflix) sia perché diversi interlocutori internazionali hanno comprato e compreranno i nostri prodotti. Le ragioni di questa trasformazione vanno ricercate soprattutto nei maggiori investimenti che hanno interessato il settore dell’audiovisivo. Ma anche in una nuova generazione di scrittori, registi e produttori che ha voluto affrancarsi da quelle serie su «Preti, bravi poliziotti e gangster “di cartone”» (che pure non mancano nei nostri palinsesti), come scrive Nick Vivarelli su Variety.

SERIE ITALIANE IN VETRINA

Proprio in questi giorni a Cannes si svolge il Mipcom, il più grande mercato internazionale di contenuti audiovisivi. L’Italia, presente con 51 aziende, ha già dimostrato di poter competere a livello internazionale, merito, soprattutto, dell’offerta presentata dalla Rai e da Sky Italia. L’evento è stato l’occasione per mettere in vetrina le serie che hanno già avuto successo nel nostro Paese ma anche per presentare quelle che sono in cantiere, suscitando molta curiosità. Grandi nomi, nuove idee e produzioni ambiziose. La lista delle nuove serie italiane (o a co-produzione italiana) presentate a Cannes impressiona per varietà e originalità. Ecco una selezione di titoli attesissimi, anche all’estero, che probabilmente faranno fare un altro salto di qualità alla nostra tv.

I Medici. Lorenzo il Magnifico

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Daniel Sherman nei panni di Lorenzo il Magnifico nella nuova stagione de I Medici

Dopo il successo della prima stagione (andata in onda, grazie a Netflix, anche negli Stati Uniti) si sta girando la seconda, che vedremo su Rai Uno nell’autunno 2018. Questo secondo capitolo farà un salto in avanti raccontando la storia di Lorenzo il Magnifico, nipote del Cosimo de’ Medici interpretato nella prima stagione da Richard Madden (Game Of Thrones). Il protagonista sarà interpretato da Daniel Sherman (giovane attore già visto in Teen Wolf e Fear the Walking Dead) e nel cast ci sarà, sempre direttamente da Game of Thrones, anche Sean Bean. I primi quattro episodi sono diretti da Jon Cassar (già regista di 24) e anche dietro questa stagione c’è Frank Spotniz, (autore di X-Files) in veste di showrunner e co-produttore. Co-produzione internazionale guidata dall’italiana Lux Vide.

L’amica geniale

Una co-produzione Fandango e FremantleMedia, la prima per l’inedita coppia Rai-HBO. È una delle serie più attese, anche negli Stati Uniti dove ormai spopolano i romanzi della saga della misteriosa Elena Ferrante. Le riprese sono iniziate da poco a Napoli e dintorni e la messa in onda è attesa per il 2018. La regia è di Saverio Costanzo e questa serie sarà forse ricordata anche per un importante novità: su HBO andrà in onda in italiano (o, più probabilmente, in dialetto napoletano) con i sottotitoli in inglese.

The New Pope

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Jude Law in una scena di The Young Pope, andato in onda lo scorso anno su Sky Atlantic

C’è ancora mistero dietro questo nuovo papa di Paolo Sorrentino, dopo The Young Pope (che in America ha registrato ottimi ascolti su HBO). Di sicuro The New Pope non sarà un sequel, bensì una storia tutta nuova con un nuovo papa protagonista, il cui interprete ancora non è stato rivelato. La produzione, di Wildside, dovrebbe partire nella seconda metà del 2018.

Il nome della rosa

Dopo tre anni di attesa (si sapeva già dell’acquisizione dei diritti del romanzo da parte del produttore Matteo Levi) arriva in TV, sulla Rai, l’adattamento dell’opera di Umberto Eco. Si inizierà a girare (in inglese) a Cinecittà a gennaio e nel cast ci saranno John Turturro (The Night Of) nei panni del protagonista Guglielmo da Baskerville e Rupert Everett (The Muskeeters).

Il miracolo

Debutto alla regia per lo scrittore Niccolò Ammaniti (che della serie è anche showrunner e sceneggiatore). La storia si concentra sul mistero di una statuetta della Madonna che piange sangue, trovata durante l’irruzione nel covo di un boss della ’ndrangheta. Lorenzo Mieli di Wildside promette che, dal punto di vista narrativo, sarà qualcosa di strano e originale, che in Italia non si è mai visto. La serie andrà in onda su Sky Atlantic nel 2018.

Zero Zero Zero

Saviano

Lo scrittore Roberto Saviano

Già ribattezzata la Narcos italiana, la serie tratta dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano ripropone la squadra vincente di Gomorra: Stefano Sollima come regista e showrunner, Stefano Bises e Leonardo Fasoli insieme a Saviano alla sceneggiatura. Girata in quattro continenti (le riprese cominceranno a marzo 2018), racconterà dell’impero mondiale della cocaina e degli equilibri su cui si regge.

Django

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Una scena di Django, film del 1966 con Franco Nero

Prima serie del genere spaghetti-western italiana. Trarrà ispirazione dall’omonimo film del 1966 di Sergio Corbucci ignorando, invece, Django Unchained di Quentin Tarantino. Sarà completamente riscritta in chiave moderna. E la conferma l’ha data il responsabile dei contenuti di Sky italia Andrea Scrosati, anticipando la presenza, nella serie, di uno sceriffo gay. Prodotta da Cattleya (che, tra l’altro, è stata recentemente acquisita al 51% dall’inglese ITV Studios. E questa è l’ennesima conferma della fiducia che le società straniere ci accordano) avrà tra gli sceneggiatori Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli.

The Devils

Prima produzione di Sky Italia con Lux Vide. Ispirata al libro I diavoli di Guido Brera, racconta il lato oscuro della finanza tra Londra, Francoforte e Milano e la crisi finanziaria europea. Ancora non si conoscono cast e regista.

IT’S TIME FOR THE REVOLUTION!

Queste sono solo alcune delle co-produzioni italiane con cui il nostro Paese si sta facendo largo nel panorama televisivo mondiale. Alcune, come Il Commissario Montalbano, hanno già conquistato il mercato internazionale. Altre probabilmente lo faranno, accelerando questa grande rivoluzione che ci farà dimenticare (almeno per un po’) certe fiction in onda su Rai e Mediaset alimentate dal buonismo dei nostri connazionali. Sì, proprio quelli che fanno registrare il 31% di share a Don Matteo. Ma, come ho detto, qualcosa sta cambiando.

Fonti: Variety1, Variety2, Variety3, Hollywood Reporter

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Carolina Mautone

Ex adolescente impreparata alla vita perché cresciuta con Dawson’s creek (che è stato la mia educazione sentimentale). Scrittrice ingenua e visionaria perché affascinata dal mito del giornalismo ideale di The Newsroom (su cui ho scritto una tesi di laurea). Millennial insicura e occasionalmente narcisista perché influenzata dalle Girls di Lena Dunham (con la quale condivido neo-femminismo e chili di troppo)
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