Classifiche

Best of 2015: la Top 10 di jogi__

Con il termine del 2015, i blogger di Italiansubs – oltre che augurarvi un felice 2016 – riepilogano quello che più hanno apprezzato del mondo delle serie TV nel corso dell’anno. Riprendiamo un progetto iniziato l’anno scorso, e anche per questi primi giorni di gennaio ogni blogger che ha voluto partecipare pubblicherà singolarmente una sua personale Top 10, su un argomento a scelta e basandosi sul proprio metro di giudizio.

Come ho fatto per quelle del 2014 (potete leggere la mia vecchia classifica qui), anche quest’anno per aprire le danze ho scelto una semplice e forse banale Top 10 su quelle che ritengo le migliori serie andate in onda, ovviamente solo tra quelle che ho visto. Il 2015 è stato un altro grande anno per le serie TV, e io ho fatto parecchia fatica a scegliere i 10 candidati e le loro posizioni. Ho dovuto escludere così tanti titoli meritevoli che mi sento in dovere di almeno menzionarli in questo articolo. Queste sono le serie che purtroppo non sono rientrate nelle prime 10 posizioni, in ordine alfabetico: And Then There Were None, Another Period, Banshee, Better Call Saul, Bloodline, Childrens Hospital, Galavant, Halt and Catch Fire, It’s Always Sunny in Philadelphia, Jonathan Strange & Mr Norrell, Manhattan, Man Seeking Woman, Narcos, Parks and Recreation, Red Oaks, The Spoils Before Dying.
Ma forse la cosa più ardua che ho dovuto affrontare nello stilare questa classifica è stata ordinare le prime cinque posizioni. Le serie TV che troverete tra la posizione 5 e la posizione 1 a mio parere meriterebbero tutte di raggiungere il primo posto. Ma bando alle ciance, ecco a voi la mia Top 10 sulle migliori serie televisive andate in onda nel 2015.

 

Final - Daredevil10. Daredevil

Non sono proprio riuscito a non inserire questa serie nella mia classifica. È vero che alcune tra quelle menzionate qui sopra sono forse qualitativamente superiori alla serie Marvel/Netflix, ma è anche vero che Daredevil ha un’importanza “storica” non indifferente. È un titolo che ha rivoluzionato il genere supereroistico per la televisione: ha dimostrato che anche questo medium ha la possibilità di creare prodotti di qualità per il genere in questione. La prima stagione della serie dedicata al vigilante cieco di Hell’s Kitchen è stata realizzata ottimamente, con una regia di livello, delle coreografie memorabili e una sceneggiatura che non si basa su cliché, forzature e stereotipi ma che anzi si concentra più sull’approfondire a dovere i suoi personaggi, che sono a loro volta supportati da attori impeccabili come Charlie Cox e Vincent D’Onofrio.

 

09. Mr. Robot
Final - Mr. Robot

Sono stato indeciso fino all’ultimo se inserire questa serie. Ricordo che non avevo apprezzato alcune scelte durante la stagione e soprattutto nel finale, quindi una volta conclusa ero pervaso da un po’ di delusione. Però ora, a mente fredda, posso dire che i pregi di Mr. Robot superano di gran lunga i difetti, e gli fanno meritare un posto nella Top 10. Il primo ciclo di episodio di questa serie di USA Network che narra del tentativo dell’introverso Elliot di cambiare il mondo grazie alle sue capacità informatiche è stato una buonissima rappresentazione di un thriller psicologico. Gli autori hanno ottimamente catapultato gli spettatori non solo nel mezzo degli eventi, ma proprio dentro la mente del protagonista. E si sono fatti aiutare in questo da una regia, un montaggio e una colonna sonora sopraffini, ma anche e soprattutto dall’incredibile performance del protagonista Rami Malek, che ha saputo coordinare il suo aspetto, le sue espressioni e specialmente il suo tono di voce per risultare assolutamente perfetto per questo ruolo. Il risultato di tutto questo è un trip coinvolgente come pochi altri.

 

Final - Fargo08. Fargo

La seconda stagione della serie antologica FX che si basa sull’omonimo film dei fratelli Coen ha avuto il non facile compito di mantenere le alte aspettative dovute all’ottima prima stagione. Al contrario di altri tentativi (coff coff), questo ha sicuramente avuto successo. Lo showrunner Noah Hawley è riuscito a ricreare una storia che fa del surrealismo il suo punto di forza, ed è riuscito a dar vita a personaggi assolutamente memorabili che non fanno (quasi) rimpiangere quelli della prima stagione. Inutile dire poi che anche in questo caso l’apparato tecnico è stato perfetto nella sua originalità. Le vicende del North Dakota e dintorni con i suoi criminali, i suoi uomini di legge e i suoi cittadini anche quest’anno sono state all’altezza, anche se forse non interessanti come dovrebbero in alcune scene, motivo per cui non mi sento di far avanzare ulteriormente la serie nella classifica.

 

07. Review (US)
Final - Review

La prima comedy che incontriamo nella classifica. Il 2015 è stato secondo il sottoscritto un anno d’oro per questo genere. Inserire nella lista una serie che in realtà è un remake va contro tutto ciò in cui credo, ma neanche io posso negare di aver guardato un prodotto meritevole di questa posizione. La seconda stagione della comedy che si basa sull’omonima serie australiana ha portato la pazzia degli episodi precedenti a un livello ancora più alto. Le disavventure di Forrest MacNeil, interpretato da un sempre perfettamente calato nella parte Andy Daly, sono state tanto folli quanto divertenti. Il conduttore del programma televisivo che si occupa di recensire esperienze di vita anche quest’anno ha dovuto subire le peggio cose, alcune fra le quali sono entrate a far parte di quel gruppo di scene comiche che quasi ci impediscono di respirare a causa delle troppe risate.

 

Final - WHAS06. Wet Hot American Summer: First Day of Camp

Non ho avuto molti dubbi sul quale fosse secondo me la migliore serie comedy dell’anno. Michael Showalter e David Wain hanno creato questa miniserie come prequel del loro stesso film culto del 2001, riprendendo gli stessi attori invecchiati di quindici anni ma facendogli interpretare gli stessi personaggi in una storia ambientata tre mesi prima. Questo dovrebbe far comprendere il nonsense che caratterizza questo prodotto. È difficile trovare negli otto episodi di questa miniserie Netflix una scena che non sia esilarante. Nonostante abbia uno stile per certi versi diverso dall’ottimo film, la miniserie ambientata all’inizio del campo estivo del 1981 è riuscita a portare rispetto al prodotto originale e allo stesso tempo ad andare per la sua strada. Impossibile poi non menzionare l’enorme numero di star che ha partecipato al progetto, andando a creare quello che è sicuramente uno dei cast televisivi più variegati e noti, tutti disponibili a riprendere o a interpretare per la prima volta personaggi con atteggiamenti che definire assurdi sarebbe poco.

 

05. Flesh and Bone
Final - Flesh and Bone

Ed eccoci alla Top 5. In questa posizione è presente quella che ritengo la migliore novità dell’anno. La miniserie andata in onda su Starz e creata da Moira Walley-Beckett è stata sorprendente. Nonostante il tema del balletto a cui personalmente non sono interessato, è riuscita a coinvolgermi grazie al suo mix di drammaticità e spessore con cui vengono trattati argomenti difficili come depressione, stupro, problemi famigliari, Sindrome di Stoccolma e schiavitù moderna. Un’unione di regia e sceneggiatura al limite del poetico e una performance esemplare della giovane attrice protagonista Sarah Hay hanno fatto nascere un prodotto eccellente. Le vicende di Claire e del suo tentativo di diventare una ballerina professionista e di scappare dal suo passato sono poi terminate in quella che secondo il sottoscritto è la migliore scena conclusiva dell’anno.

 

Final - Penny Dreadful04. Penny Dreadful

Poco sotto al podio inserisco la serie horror/fantasy che già l’anno scorso era presente nella mia Top 10. La seconda stagione del prodotto in onda su Showtime ha avuto successo nel scavalcare la già ottima prima stagione, e non di poco. Questo secondo capitolo ha reso più interessante la storia del gruppo di personaggi presi dalla letteratura vittoriana che è protagonista della serie, ed ha anche avuto successo nel tentativo di ampliare i pregi che avevano già contraddistinto la stagione precedente. Il cast rimane uno dei pro maggiori, e quest’anno Penny Dreadful mi ha stupito ancora di più, perché oltre a mantenere alte le performance degli attori già presenti prima, fra i quali regna sovrana Eva Green, e oltre a dare più spazio a scelte di casting che sembravano meno importanti, come quella di Helen McCrory che diventa la villain della stagione, ha avuto anche il merito di far esprimere ai suoi attori un’intensità recitativa che probabilmente nessuno sapeva che avessero, e mi riferisco principalmente alla sorprendente interpretazione di Billie Piper che non avrei mai immaginato nascondesse un simile talento. L’altro importante pregio che ha caratterizzato la stupenda stagione di Penny Dreadful è la sua incantevole e straordinariamente ispirata messa in scena, che probabilmente non ha rivali in tutto il panorama televisivo.

 

03. This is England
Final - This is England - aggiornato

Stranamente l’unico titolo britannico nella lista. L’ultima miniserie della “saga” creata da Shane Meadows è il perfetto e naturale continuo delle già magnifiche serie precedenti. Ambientata questa volta nel 1990, This is England è riuscita per la quarta volta a stimolare le più forti emozioni dei suoi spettatori. Il capitolo finale della storia degli ex-naziskin ci ha fatto ricordare chi comanda quando si tratta di realizzare scene drammatiche. Le prove attoriali dell’intero cast e le sempre splendide musiche hanno nuovamente centrato l’obiettivo, dando vita a quattro episodi che hanno portato le nostre emozioni a farsi un giro sulle montagne russe, facendoci prima ridere insieme ai protagonisti e poi piangere, piangere tanto, con loro. This is England ’90 è la degnissima conclusione di un prodotto che per quanto mi riguarda è entrato nella storia della televisione.

 

Final - Mad Men02. Mad Men

E parlando di storia della televisione, alla seconda posizione della classifica è presente l’altra serie TV che si è meritata, da molto tempo ormai, un posto nell’élite dell’élite. Anche la seconda parte della settima e conclusiva stagione della serie AMC di Matthew Weiner non fa altro che confermare i pregi della serie. L’incredibilmente raffinata sceneggiatura di Mad Men ha portato a una conclusione la complicata parabola di Don Draper, che ad oggi rimane probabilmente il personaggio meglio caratterizzato della già menzionata storia della televisione. Gli atti finali del pubblicitario interpretato dal sempre ottimo Jon Hamm hanno rappresentato, grazie tra le altre cose anche al potente gioco di sguardi e ai potenti silenzi caratteristici della serie, una metafora della vita che per essere analizzata avrebbe bisogno di molto, molto più spazio di quello che ho a disposizione in questo paragrafo. Il 17 maggio 2015 ha avuto la sua perfetta conclusione una delle migliori opere narrative che siano mai state scritte, e non concedergli un posto nella propria umile classifica sarebbe un sacrilegio.

 

01. The Leftovers
Final - The Leftovers - aggiornamento

Il primo posto è molto particolare. Sinceramente, se qualcuno un mese fa mi avesse detto che avrei inserito The Leftovers nella mia Top 10, e che l’avrei inserito nel posto più prestigioso, mi sarei messo a ridere. Questo perché l’anno scorso avevo provato a vedere la serie ma mi ero arreso dopo tre episodi perché, nonostante la ritenessi realizzata bene, avevo poco interesse nelle vicende e anche perché non avevo apprezzato nessun lavoro precedente del creatore Damon Lindelof, dunque non credevo di poter cambiare idea. Dopo aver letto esclusivamente pareri molto positivi sulla seconda stagione, ho deciso di riprovarci. Ho concluso e mediamente apprezzato la prima stagione, e poi sono arrivato alla successiva, che è quella che si è immediatamente guadagnata la cima della mia classifica. Non è facile descrivere il motivo. Potrei parlare del sublime reparto tecnico, o della meravigliosa colonna sonora. Potrei parlare della prova del cast, soprattutto quella di Justin Theroux, che definire magistrale sarebbe sminuente. Potrei parlare della profondità con cui vengono trattati i temi legati alla famiglia, al lutto, alla disperazione; o alla serietà con cui è stato inserito il concetto mistico/sovrannaturale. Potrei parlare di come sia stato facile in questa stagione legarsi ai personaggi e alle loro vicende. E di come tutti questi aspetti abbiano reso tantissime scene immensamente emozionanti, di come certe inquadrature, certe espressioni, certe scelte e certi dialoghi possano entrare nel profondo degli spettatori che glielo permettono. Ma ho la sensazione che parlarne non basti. Mi sembra quasi che spiegarlo sia vano, che la meraviglia che è stata questa stagione debba esclusivamente essere vissuta e che i pareri entusiasti come il mio, e quello che sicuramente troverete anche nelle liste di alcuni miei colleghi, possano essere compresi solo dopo averla conclusa.

 

Questo è quanto. Sono sicuro di non seguire diverse serie che sarebbero potute entrare nella mia classifica, e questo mi dispiace. Ma sono in qualsiasi caso decisamente soddisfatto dalle serie che ho visto quest’anno e da tutte quelle che ho considerato per questa mia lista. Sentitevi liberi di farmi sapere nei commenti cosa pensate delle mie scelte. L’appuntamento poi è fissato per i prossimi giorni con le Top 10 degli altri blogger.

Luigi Dalena

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Luigi Dalena

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Producer pubblicitario. Fiero blogger itasiano dal 2013. Maniaco dell'ordine e dell'organizzazione. Appassionato di videogiochi, tecnologia, astronomia, cinema e soprattutto serie TV. Apprezzo qualsiasi genere, ma ho un debole per sci-fi e fantasy. Una volta guardavo di tutto, ma poi ho lentamente ristretto i miei gusti spostandomi quasi esclusivamente sulle serie britanniche e sulle cable statunitensi. Più sono brevi, meglio è.
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