ABC

Cosa ci siamo persi – aprile 2020

Noi, cercando di superare l’aprile più lungo di tutti i tempi.

Mentre festeggevamo l’arrivo del 2021 (e soprattutto la fine dell’annus horribilis 2020), eccoci arrivati ad aprile, mese ricco di eventi televisivi nonostante il mondo fosse avesse praticamente abbassato le serrande e chiuso per malattia. Chi ci ha tenuto compagnia in uno dei mesi più cupi per il pianeta?

Solo due new entry degne di nota: la prima è stata Defending Jacob, miniserie legal thriller di 8 episodi su AppleTV+ con Chris “Capitan America” Evans e Michelle Dockery (Downton Abbey, Godless) nei panni dei coniugi Barber il cui figlio Jacob, interpretato da Jaeden Martell (Masters of Sex), viene accusato dell’omicidio di un compagno di classe. Qual è il genitore migliore, chi difende il proprio figlio ad ogni costo, o chi cerca e affronta la verità qualunque essa sia?
Completano il cast Pablo Schreiber (Orange is the New Black, American Gods), Cherry Jones (24, Black Mirror), Betty Gabriel (Westworld, Counterpart) e Sakina Jaffrey (Timeless, House of Cards), con la partecipazione di J.K. Simmons (Spiderman, Counterpart).

L’altro esordio è stato quello del sequel/spinoff di Penny Dreadful, Penny Dreadful: City of Angels su Showtime: ambientata nella Los Angeles di fine anni ’30 tra entità sovrannaturali, scontri etnici e sociali con una spolverata di Nazismo, ha per protagonisti una meravigliosa Natalie Dormer (Margaery Tyrell di Game of Thrones) impegnata in multipli ruoli, e Daniel Zovatto (Here and Now) nel ruolo di Tiago Vega. Da segnalare anche la presenza di Rory Kinnear nel ruolo del dottore Peter Craft, dopo che nella serie precedente aveva vestito, superlativamente, i panni della “Creatura”.
Purtroppo la serie non ha avuto molto fortuna ed è stata cancellata ad agosto.

Da segnalare inoltre due serie di Netflix già rinnovate per la seconda stagione: Outer Banks, un “action-adventure mystery teen drama”, e Never Have I Ever, un dramedy adolescenziale creato da Mindy Kaling (The Mindy Project, The Office) e basato parzialmente sull’infanzia della stessa Kaling.


Parlando di esordi, da segnalare anche quello del servizio Quibi (da “quick bites”, più o meno traducibile in “mordi e fuggi”), piattaforma streaming che offriva serie composte da episodi da meno di 10 episodi e concepite per essere fruite dai cellulari. Dico “offriva” perché evidentemente l’idea, nonostante avesse raccolto oltre un miliardo di dollari in finanziamenti, non era stata pensata molto bene, e il servizio ha chiuso i battenti dopo solo 6 mesi dall’avvio avendo attirato appena 500.000 abbonati.

Tanti invece gli addii, ed è anche comprensibile visto che siamo quasi alla fine della stagione, peraltro anticipata per molte serie a causa del COVID-19. 
Come non partire da Modern Family, la comedy targata ABC arrivata alla conclusione delle sue 12 stagioni con ben 200 episodi tondi tondi.

Altra chiusura pesante è stata quella di Homeland dopo 8 stagioni su Showtime, in cui la serie si è reinventata più e più volte mantentendo comunque una standard sempre molto alto anche, se non soprattutto, per merito di un cast eccezionale, prima fra tutti la protagonista Claire Danes.
Terminate anche The Magicians (SyFy) dopo 5 stagioni, Future Man (Hulu) dopo 3, Hawaii Five-0 (CBS) dopo 10, e Empire (Fox) dopo 6.

Ci sono state anche delle chiusure “bis”: Strike Back, coproduzione di Sky e Cinemax conclusa la prima volta nel 2015 dopo 5 stagioni e poi ripresa l’anno successivo per 3 stagioni aggiuntive, e la fenomenale Will & Grace su NBC che, conclusasi una prima volta nel 2006 dopo 8 stagioni, ha ritrovato nuova linfa vitale grazie a un webisode speciale andato in onda nel 2016 in occasione delle elezioni presidenziali USA, dando la spinta per 3 nuove stagioni.


Seguiteci per i prossimi appuntamenti con questa carrellata semi-nostalgica del 2020!

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