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Gli Aperitivi: The Get Down

L’autunno è alle porte, tra poco saremo travolti dalle novità della nuova stagione televisiva, ma prima di ciò, Netflix ad agosto ha rilasciato la prima parte di una nuova serie: dunque immergiamoci nelle atmosfere del Bronx, con The Get Down.

TRAMA E INFORMAZIONI

Da un soggetto di Baz Luhrmann (Moulin Rouge, Romeo+Giulietta, The Great Gatsby) e Stephen Adly Guirgis (N.Y.P.D.), The Get Down è una serie musicale ambientata alla fine degli anni Settanta, nel quartiere difficile del South Bronx di NY. In quella zona vivono un gruppetto di amici: Ezekiel Figuero, detto “Books” (Justice Smith), è un amante della poesia e giovane promessa del rap, Ra-Ra Kipling (Skilan Brooks) una specie di grillo parlante, Boo-Boo (T. J. Brown Jr.) un adulto nel corpo di un ragazzino, Marcus Kipling, detto “Dizzee” (Jaden Smith), uno street writer e la bella Mylene Cruz (Herizen Guardiola), amore di Ezekiel e figlia del Pastore, la quale sogna di diventare una star della disco music. A completare il quadro dei protagonisti, c’è il Pastore Ramon Cruz (Giancarlo Esposito), Francisco Cruz, detto “Papa Fuerte” (Jimmi Smith), zio di Mylene e influente politico locale, Cadillac (Yahya Abdul-Maten II) proprietario di un night club e il misterioso Shaolin Fantastic (Shameik Moore), un rapper con qualcosa da nascondere.

IMPRESSIONI SUL PILOT

Forse non è stata così attesa e pubblicizzata come Vinyl, mandata in onda in un periodo in cui magari gli spettatori avevano altro a cui pensare che fare maratone di telefilm, ma The Get Down merita sicuramente un ripescaggio, se ve la siete persa tra ferie e Olimpiadi. Non fatevi frenare dal fatto che il protagonista sia un rapper: anche chi non apprezza interamente il genere commetterebbe un grosso errore a lasciarsi scappare questa serie. La cosa che più spicca del pilot è sicuramente il carisma dei personaggi e della maggior parte degli attori, grazie anche a una trama convincente e una scenografia davvero impeccabile. Durante tutto l’episodio c’è come un’aura mitologica, come se i personaggi avessero una missione da compiere e la peculiarità è senza dubbio la mescolanza tra la musica rap e disco anni ’70 e le figure affini alla tradizione del karate (pensiamo ad esempio al Grand Master Flash o all’Allievo, che ha una quest da raggiungere nel mondo del Get Down). Ci sono, poi, dei simboli come il Pakoussa (un misterioso e rarissimo disco remix che Flash dovrà trovare, durante una serata) o le puma rosse di Shaolin Fantastic che diventano delle identità che radicano la serie nella realtà e regalano credibilità e spessore a una serie che, a primo sguardo, parrebbe leggera. The Get Down non ha la presunzione di essere la serie dell’anno, come è successo per Vinyl, così come non sembra sviluppata come il drama (però più leggero, leggermente trash) del fenomeno Empire. I personaggi principali sono giovanissimi, lottano ogni giorno in un quartiere che non lascia molte alternative e, nonostante questo, sono pronti a tutto per raggiungere i propri sogni; è praticamente impossibile non immedesimarsi nelle loro storie o ritenerli noiosi come succede per alcune serie TV con adolescenti. La musica è trascinante, per nulla monotematica e, anzi, abbraccia rap, r’n’b, soul, hip-hop, funky e disco anni Settanta. Ce n’è davvero per tutti i gusti.

Infine, sapere che dietro alla serie c’è quel Baz Luhrmann che ha scritto, diretto e prodotto il noto musical Moulin Rouge! con Nicole Kidman e Ewan McGregor è sicuramente un elemento da non sottovalutare. Se anche non siete fan del genere, vi invito a dargli una chance, perché dietro The Get Down c’è molto più di quello che si pensa: rivendicazioni, corruzione e politica sono solo alcuni degli argomenti “underground” dietro la cultura disco anni Settanta e la comunità afroamericana dei bassifondi del Bronx.

IL TRAILER

La prima parte della prima stagione ha debuttato su Netflix il 12 agosto, in home page vi aspettano i sottotitoli del pilot. Buona visione!

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Manuela Raimo

Frequentatrice di ItaSA dal 2007, moderatrice dal 2008 e blogger ostinata dal 2010, la mia politica è concedere almeno un pilot a quasi tutto quello che passa sullo schermo o quasi. Nutro poco amore per le comedy. Datemi una coppia e sarà la mia gioia o naufragherò con loro. La mia serie preferita? Facciamo tre: Battlestar Galactica, Sons of Anarchy e Veronica Mars.

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