Battlestar Galactica

Le origini di Battlestar Galactica secondo Ronald Moore

In occasione del decimo anniversario dalla premiere della miniserie televisiva di Battlestar Galactica, trasmessa da Sci Fi l’8 dicembre 2003, Blastr.com propone un’intervista al produttore esecutivo della serie: Ronald Moore.

Ronald Moore

Ronald Moore

In un video della durata di poco più di 270 secondi, il visionario produttore californiano parla di come si fosse preparato e avvicinato al reboot di una serie sci-fi classica, dei dubbi iniziali sul progetto, di quando decise di mettere la parola “fine” a tutta la serie e di cosa ne pensasse il pubblico di prova della miniserie originale. Incredibile ma vero, l’avevano odiata!

Prima di lasciarvi alla video-intervista completa, vediamo in breve che spunti di riflessione ci dà il creatore di questo capolavoro della fantascienza.

  • I dubbi iniziali di Ronald Moore derivavano dai vari tentativi falliti di riportare sullo schermo la versione classica di Battlestar Galactica (l’ultimo dei quali tentato dal regista Bryan Singer), ma anche e soprattutto dai suoi lunghi precedenti con Star Trek, a causa dei quali non era molto propenso a girare ancora qualcosa ambientato nello spazio.
  • Una cosa che spinse Moore a produrre la serie fu il periodo in cui guardò la versione originale: gennaio o febbraio 2002. Una data molto vicina al famigerato attentato alle Torri Gemelle dell’11 Settembre 2001: la visione del BSG originale in quel contesto gli fece capire quanto fosse verosimile e attuale la distruzione dell’umanità durante un attacco improvviso. Proprio per questo motivo, la creazione di una nuova versione della serie in quel dato periodo storico avrebbe avuto un impatto emotivo ben differente, e inoltre sarebbe stata un’opportunità per fare qualcosa di pertinente ai tempi che il mondo stava vivendo.
  • Per quanto riguarda la proiezione della miniserie ad un pubblico di prova, Ronald Moore ammette che andò “male ad un livello epico” e fu probabilmente uno dei test più fallimentari mai realizzati. In realtà, poi, la prima serata di trasmissione in TV fece buoni ascolti; e sorprendentemente, dato che di solito si registra un calo, la serata successiva i rating salirono ancora. Questo fatto diede agli addetti ai lavori la fiducia e la consapevolezza che la serie sarebbe potuta divenire realtà.
  • Ronald Moore racconta che, quando la serie fu effettivamente ordinata, preparò una bibbia con la storia di tutti i personaggi, la mitologia di base del Galactica e la trama generale dello show. Oltre a questa bibbia, aveva già in mente l’idea generale di come sarebbe dovuta essere la prima stagione. Successivamente però la serie cominciò, per suo volere, ad essere più “improvvisata”.
  • Il punto in cui il produttore capì che la storia stava giungendo al termine fu durante la terza stagione, quando i protagonisti giungono su Nuova Caprica: in quel momento, Moore decise che la stagione successiva sarebbe stata quella conclusiva.
  • Decidere come concludere la serie fu molto difficile: all’inizio l’idea era quella di preparare una grandiosa battaglia finale contro i cylon; poi, sotto la doccia, Ronald Moore si ritrovò a pensare che stavano affrontando la problematica con l’approccio sbagliato, quindi si presentò dai colleghi produttori e sceneggiatori e scrisse sulla lavagna: “I veri protagonisti sono i personaggi, stupido!”. Fu così che la scena finale è stata quella che tutti ricordiamo, senza battaglie stratosferiche ma con un viaggio temporale introspettivo sulle persone, sull’umanità.

Al seguente link l’intervista completa a Ronald Moore: la visione è ovviamente consigliata per ulteriori approfondimenti rispetto a quanto riassunto.

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FONTE: blastr.com

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Jacopo Zambon

Blogger e traduttore (jakopelosh)
Informatico pigro e realista, nato senza ROM e GPS. Guardiano della notte. Divoratore (di bocca buona) di film, prima, e serie TV, poi. Qualcuno mi definisce nerd: lo prendo come un complimento ma, ogni volta che succede, un vero nerd si ribalta nel suo Tardis. Utente ItaSA dal 2009, blogger senza dono della sintesi da ottobre 2013 e traduttore da dicembre 2014... So say we all!
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