Cinema

Venezia 71 – Sesta giornata: HBO arriva al Lido

Presentata ieri la miniserie Olive Kitteridge, mentre l’Italia delude con The Hungry Hearts di Saverio Costanzo.

Una giornata che inizia correndo. Svegliatomi tardissimo ma riposato, corro a finire l’articolo (che voi avete letto ieri) e mi precipito sotto la doccia. Il vaporetto parte alle undici e io impiego venti minuti ad arrivare al molo dal quale parte. Sono le dieci e trentacinque quando sono pronto per uscire. Fortunatamente i miei adorati zii, che ringrazio per l’ospitalità e il supporto, mi hanno preparato dei panini. Dopo essermi disintossicato dalle gomme, sarei morto di fame senza il loro aiuto. Corro tra le calli e sopra i ponti, urtando turisti lenti e stupiti, e riesco a prendere il vaporetto.

11473-Hungry_Hearts_1Primo film della giornata è The Hungry Hearts di Saviero Costanzo, in concorso. Storia di una coppia che si ritrova a dover fare i conti con la malattia di lei, anoressica e ossessionata dal tenere al sicuro il suo bambino. Seppur lodevole negli intenti di sensibilizzazione sul problema della depressione e dell’anoressia, nonché di denuncia verso una società eccessivamente “sporca” e caotica, il film fallisce nel trasmettere in maniera efficace il suo messaggio. L’idiozia dei personaggi e dei dialoghi, più uno sviluppo poco accorto e scontato della trama, rovinano ogni cosa: situazioni drammatiche diventano comiche e spesso durante la proiezione la sala è scoppiata a ridere nelle situazioni meno opportune. È evidente che qualcosa non ha funzionato. Nulla da ridire al bravo Adam River, protagonista del prossimo Star Wars, mentre Alba Rohrwacher risulta più antipatica che brava. Saverio Costanzo mette poi in atto delle scelte registiche che vorrebbero essere espressione di un cinema “d’autore”, ma che risultano soltanto pretenziose e fastidiose. Dopo il bruttissimo La Solitudine dei Numeri Primi, presentato inspiegabilmente anch’esso in concorso a Venezia, un altro buco nell’acqua per il regista “figlio d’arte”.

Dopo la visione di questo film ripenso all’altro film italiano in concorso, Anime Nere (qui la recensione). Certamente aveva dei difetti, ma di fronte al brutto film di Costanzo mi rendo conto che almeno riesce a far arrivare in maniera convincente un messaggio importante. Se la giuria vorrà premiare il cinema italiano, Anime Nere è sicuramente il favorito. Vedremo se dopo Il Giovane Favoloso di Mario Martone, proiettato domani, le cose cambieranno.

20140831_133947È ora di pranzo e non volendo consumare i panini, decido di andare alla solita pasticceria a comprarmi il pranzo. Pizza con le cipolle, torta salata alle melanzane e, per chiudere in dolcezza, una fetta di torta al cioccolato. Quando non c’è lo spazzolino ci sono le gomme, dice la pubblicità, quindi me lo sono portato da casa per disintossicarmi. Vado in bagno a lavarmi i denti, perché la pizza con le cipolle, seppur buonissima, crea spiacevoli inconvenienti.

Vado in Sala Stampa a scrivere in attesa del film succesivo The Cut di Faith Akin.

Un’ora prima del film mi metto in fila. La proiezione è in sala Grande, aperta anche al pubblico, e ho paura di non ruscire ad entrare, cosa che ovviamente accade. Dopo mezz’ora ci avvertono che la sala è al completo. Scopro che la stessa cosa è successa al regista Kim Ki-duk e mi consolo.

20616034Ripiego su The Smell Of Us in concorso nella sezione Giornate Degli Autori. Storia di un ragazzo squillo di Parigi, il film presenta un’apoteosi di scene di sesso, omosessuale e non. Il regista Larry Clark ci mostra senza filtri la vita di una generazione annoiata e, riprendendo il tema di Venezia ancora una volta, vittima di una società superficiale che non riesce a coinvolgerli. I ragazzi cercano il guadagno facile prostituendosi, con smartphone alla mano per riprendere le loro gesta. Un ritratto alquanto inquietante, che ricorda il bellissimo La Vie D’Adele. The Smell Of Us manca però di una trama e di personaggi strutturati e interessanti come il film vincitore di Cannes 2013. Dopo un’ora di film sono uscito annoiato e alquanto provato dalla crudezza di certe scene di sesso.

Alle sette e mezza mi aspetta la miniserie Olive Kitteridge, proiettata integralmente in tutte le sue quattro ore. Mi preparo a questa maratona mangiando i panini e bevendo due caffè, di cui uno conservato gelosamente per l’intervallo.
11720-Olive_Kitteridge_1Tratta dal libro di Elizabeth Strouth, la miniserie ci parla della vita di Olive Kitteridge, una signora distaccata e scontrosa ma nel profondo dolce e sensibile. Nella prima scena della serie assistiamo ai preparativi del suo suicidio, poi inizia un lungo flashback che ci spiegherà il perchè di tale gesto. In ogni puntata, mentre la storia di Olive continua, scopriamo di più su una particolare persona che ha toccato la sua vita. Le loro storie si intrecciano e lei imparerà molto da questi incontri. Una bravissima Francis McDormand, premiata a Venezia con il Visionary Talent Award, interpreta il ruolo della protagonista. Solo con la forza di un suo sguardo riesce a far ridere o piangere in una performance straordinaria. Numerosi altri attori fanno parte del cast, dalla deliziosa Zoe Kazan fino al leggendario Bill Murray. Una storia toccante, poetica e ricca di humor. La bellissima prima puntata introduce tutti i protagonisti della serie, ognuno caratterizzato magnificamente. Nelle successive il ritmo cala sempre di più, senza però mai diventare fastidiosamente lento. Brillanti dialoghi e una trama appassionante e piena di momenti poetici completano quella che è una miniserie vicina alla perfezione. Una storia che ci mostra una vita di gioie, dolori, solitudine e amore. Una storia nella quale ognuno di noi si può ritrovare e dalla quale si può imparare tanto. Basta solo osservare attentamente.

Uscito dalla proiezione mi ritrovo davanti al diluvio universale. La pioggia cade violenta e il vento soffia velocissimo. Corro al riparo all’ingresso del Palazzo del Casinò ma la situazione sembra critica. Mi preparo al peggio, nella mia testa mi immaginò già disteso per terra all’ingresso a dormire con altri giornalisti, tutti abbracciati per combattere il freddo della notte. Fortunatamente dopo mezz’ora la pioggia si calma e riesco a tornare a casa, con soltanto un’ora di ritardo.

Nonostante un inizio scoppiettante, la Mostra presenta (per il secondo anno consecutivo) film in concorso non convincenti. Solo la ottima miniserie HBO si salva in questa plumbea giornata.

Oggi ci aspetta Il Giovane Favoloso di Elio Germano. Speriamo bene.

Se siete curiosi di conoscere i film trasmessi nelle giornate precedenti, potete trovare i resoconti e le recensioni a questi indirizzi:
Itasa Blog sbarca a Venezia
Venezia 71 – Giornata di Apertura: Il Messico conquista Venezia
Venezia 71 – Terza Giornata: Condanna all’America

Per qualsiasi domanda e/o richiesta, contattatemi a: jacopomsn@gmail.com

 

Jacopo Mascolini

 

 

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Jacopo Msn

Jacopo Mascolini, laureato al DAMS di Roma e su ItasaBlog dal 2014, sta studiando alla Scuola Holden di Torino per diventare uno sceneggiatore di serie TV.
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