CBS

The Good Wife – Il punto della situazione

Mancano solo due episodi alla conclusione della quinta stagione dell’acclamato drama CBS, The Good Wife.

SPOILER ALERT! Si astenga da qui in poi chi non abbia ancora visto l’episodio 15 della quinta stagione.

Prima di tutto, per chi non lo sapesse ancora, lo show è stato rinnovato per la sesta stagione.

The Good Wife poster

E veniamo a noi. L’episodio “Dramatics, your honor” è stato una svolta, un pugno in pieno volto, un fulmine a ciel sereno, una secchiata d’acqua d’iceberg, o qualunque altra metafora ci sovvenga. Ancora una volta la realtà della “vita vera” perfora lo schermo e si mescola con l’intreccio narrativo delle nostre serie preferite. Will è morto, in sostanza, perché Josh Charles si deve maritare ed era, a suo stesso dire, leggermente esaurito dopo 4 lunghe stagioni da 22 episodi ciascuna. Il suo contratto scadeva al termine della quarta stagione, scadenza che ha coinciso con la proposta di matrimonio alla sua futura moglie. Ed ecco che la decisione è stata presa: Josh ha deciso di aprire una nuova parentesi di vita, dedicarsi al matrimonio e intraprendere un esame introspettivo circa il proprio futuro; Will, pertanto, doveva uscire di scena. La scelta sul come farlo è stata combattuta e dibattuta dai co-autori Robert King e Michelle King. Innanzitutto dobbiamo sapere che è stato grazie a Julianna Margulies se abbiamo potuto godere della sottile tensione tra Alicia e Will fino al quindicesimo episodio della quinta stagione. Come ci rivela Entertainment Weekly, infatti, è stata l’attrice che interpreta Alicia a “strappare” altri 15 episodi a Josh Charles, facendo leva, ci racconta lei stessa tra una sua (irresistibile) risata e l’altra, sull’alto costo della vita a New York per una coppia sposata che intende metter su famiglia. “Sai quanto è costoso avere un bambino a New York? (…) Pensaci. Soldi in banca per altri 15 episodi”. È così che, in quel frangente, Julianna Margulies si è trasformata in Alicia Florrick, per ottenere la migliore soluzione alla migliore offerta possibile.

alicia and willTutti vi starete chiedendo “Sì, ma perché farlo morire, quel poverino, e perché dopo 4 stagioni di “inseguimento” Will-Alicia!?!”. La risposta è: cosa avrebbero potuto fare altrimenti? Le alternative sarebbero potute essere la radiazione dall’albo degli avvocati, o un matrimonio improvviso, o una svolta di vita con Will che se ne andava improvvisamente in giro per gli States come un hippy alla ricerca del vero se stesso… Ce lo vedete? Io no, davvero. Gli autori spiegano che la dura decisione di far morire Will Gardner è stata dovuta al potere “catalizzatore” che la morte stessa ha nella vita reale, alla sua funzione catartica e rivoluzionaria sui vivi, su chi viene lasciato, spesso senza alcuna risposta. La stessa Margulies afferma: “Naturalmente ci sarà questo buco nella vita di Alicia, ma improvvisamente diviene tutta una questione di bianco o nero, circa il modo in cui andrà a riempire quel vuoto e in cui inizierà a porre in dubbio ogni sua scelta – ‘Perché lo sto facendo?’, ‘Perché sto rappresentando questo stronzo’?”. Quello che è stato ribadito più volte essere l’intenzione dei creatori, è la cruda realtà dei fatti. Per non cadere nel melodrammatico, infatti, la morte di Will non è stata montata con tensione, né è stata preceduta da sinistri presagi o altro; semplicemente è avvenuta, come avviene nella vita reale: senza preavvisi, senza commiati, senza addii o frasi rivelatrici. Will è venuto a mancare, punto.

will gardnerE quel che è più triste, a mio avviso, è il suo stesso ragionamento fatto poche ore prima di essere ucciso, nel corso del medesimo episodio. Will si incontra con Kalinda, la sera prima di morire, in un pub dove Kalinda gli annuncia la propria intenzione di andare via e tentare di cambiare lavoro e vita. Il discorso agghiacciante che Will le dedica è il seguente: “Noi due siamo nati per questo, Kailinda. E’ ciò che ci riesce meglio. Possiamo fermarci a osservare le persone normali e desiderare di essere come loro… ma sai che non possiamo in realtà. (…) Ok, ascolta. Prenditi qualche mese di pausa. Vai a vivere la tua vita. Ma ti dico una cosa già adesso: ti annoierai a morte. La vita è sopravvalutata e… ti mancherà quella sensazione che provi quando riesci a risolvere un caso. Tu vivi per questo”. Proiettivo quanto beffardo, questo discorso. Perché poche ore dopo Will viene letteralmente strappato a quella vita che riduttivamente aveva etichettato come sopravvalutata. Risultato? Una vita passata in ufficio, alla luce dei neon, a combattere come leoni in trincea per parcelle sempre più cospicue, per un parco clienti sempre più folto, tagliando fuori tutto ciò che non fosse lavoro. Una vita tanto identificata col lavoro che l’unica parvenza di amore e di vita viene ad infiltrarsi proprio in quel frangente para familiare che era l’ufficio: Alicia. Una vita talmente sopravvalutata (o sottovalutata), che alla fine prende il sopravvento e ti saluta da lontano, lasciandoti indietro col fiatone a mangiare solo la polvere. Ed è così che si conclude questo tira e molla, questo beffardo e pessimo tempismo in quella storia tra Will e Alicia che avrebbe potuto finalmente riscattare la vita di ognuno dei due, e proiettarla in una direzione diversa dal mero lavoro, riportando tutto nella giusta prospettiva: una vita non per fare l’avvocato, la moglie o la madre, ma per vivere e lasciar vivere.

Naturalmente gli autori hanno voluto render ragione della scelta operata circa la morte improvvisa e violenta di Will, e per questo hanno pubblicato una lettera rivolta direttamente ai fan della serie.

Robert King e Michelle King ci spiegano che il cuore di The Good Wife è la “formazione di Alicia”.

“Per noi, c’è sempre stata una tragedia al centro della relazione tra Will e Alicia: la tragedia del pessimo tempismo. Avremmo potuto mandarlo a Seattle, farlo sposare, o mandarlo nel Borneo a fare delle opere buone. Ma c’era qualcosa nella passione che Will e Alicia condividevano che rendeva la distanza un ostacolo labile. La brutale onestà e realtà della morte affronta la verità e la tragedia del cattivo tempismo di questi due personaggi. La morte di Will sospinge Alicia nella sua nuova incarnazione.

La morte crea anche un nuovo snodo per lo show. Abbiamo sempre cercato questi punti di svolta, qualche evento che nel bel mezzo della stagione indirizzi la vita di ognuno verso nuove direzioni. (…) Tutti noi nella vita abbiamo esperito la morte improvvisa di un nostro caro. È terribile come una perfetta e splendida giornata di sole possa improvvisamente sfociare in una tragedia. La televisione, secondo il nostro parere, non ha a che fare abbastanza con queste tematiche: l’irrimediabilità della morte. The Good Wife è una serie sui comportamenti e sulle emozioni umane, e la morte, per quanto triste e ingiusta possa essere, è parte dell’esperienza umana che vogliamo condividere”.

TheGoodWifeAliciaChe ne sarà, dunque, adesso di Alicia? Certo è che è venuta meno quella tensione che ci ha accompagnato per tanti episodi. Ma effettivamente la serie è incentrata su Alicia e sul suo (dover) essere una brava moglie. Abbiamo assistito alle sue ribellioni più o meno interiori, l’abbiamo vista cambiare, lavorare su se stessa, interrogarsi, passare dal vedersi solamente come moglie e madre, al vedersi come donna ed essere desiderante. L’abbiamo anche vista perdere le staffe e riportarsi sulla giusta “modulazione di frequenza”, ma soprattutto siamo stati testimoni delle sue molteplici frustrazioni accumulate in una vita e sapientemente reindirizzate verso una “rivincita” personale, più consapevole del proprio valore. Adesso la vediamo nuovamente perdere la rotta, spaesata, distrutta e al contempo desiderosa di una ripresa. Cominciano ad emergere interrogativi e dubbi circa la devozione assoluta al lavoro, e riguardo lo scopo e la direzione della propria vita. Insomma, come sempre avviene, la morte è un momento di fine e di ripresa al contempo, un’occasione di ponderazione, vaglio e rivoluzione. Beh, chissà che non sia un monito, l’ultimo lascito di Will, a proposito di quell’identificazione così totale tra vita e lavoro?!… Staremo a vedere!

E voi, come avete elaborato il lutto? Siete piombati nella polemica o ve ne siete fatti una ragione?

 

Valeria Susini

Fonti: Entertainment weekly (1); Entertainment weekly (2)

 

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Lola23

Lunatica, incasinata, perennemente indecisa, una ne faccio e mille ne penso. Quattro elementi chiave della mia vita: Famiglia, Mare, Etna, Scrittura. Le serie TV sono il Quinto Elemento, una vera e propria dipendenza, meglio farsene una ragione. Le mie preferite? Non chiedetemelo! Vabbè, ve ne dico 3: Six Feet Under, The Wire, Treme... Mad Men! Ah sono 4... Ve l'ho già detto che non so decidere?
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