Aidan 5

Ben Bays racconta Aidan 5: pulp, noir e fantascienza


Aidan 5 è una delle serie web più promettenti, senz’altro una delle più originali per come è realizzata. Grazie alla nostra collaborazione con il progetto ho potuto fare quattro chiacchiere con lo showrunner della serie: Ben Bays.

Ciao Ben, benvenuto su Italiansubs.net.

Aidan e i suoi clonizefram cochrane: Raccontaci di Aidan 5. So che la serie è nata come corto durante il 48 Hour Film Project di Columbus, Ohio. So che all’epoca non facevi parte del progetto, ma penso tu possa raccontarci del suo inizio.

Il bianco e nero di Aidan 5 aumenta il tono noir della serie, anche quello era uno degli elementi chiave dati al team?

[il 48 Hour Film Project è una competizione dove i filmmaker ricevono alcuni elementi che definiscono quello che sarà il loro progetto (un personaggio, un genere, ecc.) e devono scrivere, girare, editare e dotare di colonna sonora il corto in 48 ore]


Ben Bays: No, non era un elemento richiesto dalla competizione. In origine John Jackson (co-creatore / regista) aveva deciso di realizzare il suo film con uno stampo che è un po’ lo stereotipo del film noir con tutti gli elementi chiave di un buon film noir: il detective cinico, la voce narrante, l’ambiente urbano ruvido e, ovviamente, il bianco e nero.


z.c. Alla fine del corto mi stavo chiedendo: “Cosa ha fatto scattare la molla?” Immagino avremo una risposta nella serie. Era una risposta che già c’era o è stata pensata dopo?

B.B. Non avevano in mente una vera ragione quando hanno finito la versione originale in 48 ore. Per me era uno degli elementi più avvincenti della storia che volevo scoprire quando io e Johnny abbiamo sviluppato la trama principale.

La “molla” è una motivazione puramente interiore o c’era in azione qualcosa di più grande che orchestrava le cose dietro le quinte o tutt’e due?

Posso dirti che Matthew diventa una parte rilevante della storia più avanti, e si è evoluto in un personaggio complesso e interessante, anche se a una parte di me piacerà sempre nella sua versione originale del corto.

C’è qualcosa di ossessivo e di poetico nel non conoscere quelli che erano i motivi di Matthew.


Ben Bays, Maya Sayrez.c. Nel film originale si legge: “New Columbus – 2045”, mentre le avventure di Aidan nella serie si svolgono in “The City – 2064”. Il 2045 era troppo vicino?

Per dire la verità 26=8… 4 e 8 sono due dei numeri di LOST, ma immagino non sia questa la ragione, o no?

B.B. [ride] No, ma dei cloni di Hurley sarebbero fantastici, no? Immaginane 5 copie che ti vengono incontro! Ah, a proposito, sono un fanatico di LOST.

La data è stata cambiata per alcune ragioni determinanti, una di queste è che pensavamo ci servisse un po’ più di tempo per giustificare il progresso tecnologico che si vede nel nostro mondo, al contempo si ritrovano molti resti caratteristici della nostra cultura attuale. Le altre ragioni verranno rivelate alla fine della prima stagione.

z.c. Che ne pensi del finale di LOST?
Dal punto dello scrittore sono sicuro che si considerano diversi aspetti, mi interessa il doppio punto di vista fan\scrittore.


B.B. Ok, qui ce n’è da dire, ma… te la sei voluta tu 🙂

Ho sentimenti contrastanti sul finale di LOST. Come grande fan della serie ho messo da parte lo scetticismo e mi sono abbandonato alla storia così com’era, anche quando siamo arrivati al limite del credibile. (E questo la dice lunga su una serie nella quale l’intero cast è rimasto bloccato per un’intera stagione negli anni ’70 in una stazione scientifica hippie) Se questo non è “saltare lo squalo” non so cosa possa esserlo. Ma non ho desistito, perché era LOST e mi piaceva da matti.

Come scrittore (e fan), tuttavia, provo un po’ di frustrazione e di incompletezza, perché c’era dietro un’idea fantastica e si aveva la sensazione che non sapessero dove andare a parare. Quando è stata finalmente presa una decisione sulla fine questa non era in grado di chiudere tutto ciò che era rimasto da chiudere. Questo ha dato una sensazione di una serie un po’ arbitraria, cosa che per me rende una storia un po’ frustrante.

Hai presente quando Jacob e la Nemesi sono seduti sulla spiaggia che guardano la nave al largo e la Nemesi dice che troverà il modo di uccidere Jacob e lasciare l’isola? Quella è stata una scena fantastica, quando infine si capisce chi sono quei due e cosa c’è in ballo si pensa che la serie stia arrivando verso un finale con la gravità degna di una tale situazione. Però non penso che il finale abbia soddisfatto questi requisiti.

Il finale che avrei voluto, se l’avessi scritto io, avrebbe visto tutti quanti scappare dall’isola, lasciando Jack e John Locke seduti sulla stessa spiaggia, che dicono le stesse cose che dicevano Jacob e la Nemesi.

A questo punto sarebbe stato Locke a cercare di lasciare l’isola e dire a Jack (divenuto il protettore), che troverà il modo di ucciderlo. Due nemici immportali, bloccati in un’eterna lotta, in attesa dell’arrivo del prossimo gruppo di naufraghi. Ecco cosa mi sarebbe piaciuto vedere.

E tuttavia, nessuno mi ha chiesto di scrivere LOST. 🙂

Aidan 5 - il setz.c. Potrei parlare di LOST per ore e ore, ma torniamo ad Aidan 5: la città: nera, oscura, sbiadita.
I ricordi della clonazione: lucenti, brillanti.
C’è qualche riferimento al Bene contro il Male?

B.B. È possibile, anche se questi riferimenti sono invertiti nella nostra storia. Avevamo intenzione di mostrare un contrasto. La città è principalmente scura e trasandata perché volevamo mostrare un’economia e una cultura in declino. La Infinity Cloning Corporation contrasta con la sua tecnologia nuova e sfavillante, cresciuta e fiorita man mano che il resto del mondo ne comprava i prodotti. Ciò che la gente non ha capito è che sono questo boom dell’industrializzazione e l’improvviso aumento della natalità a condurre alla fine al difficile periodo in cui ora si trovano. Si trovano di fronte ai resti di quella realtà, sia dal punto di vista politico che sociale. Quindi sì, in un certo senso, è il Bene contro il Male.


z.c. L’ambientazione è fantastica, le immagini sono molto semplici e al contempo complete. La prima parola che mi è venuta in mente è stata “cyberpunk”.
Quali altre opere hanno influenzato questa ambientazione (libri, film…)? Come ti immagini “The City – 2064”?

B.B. Cyberpunk avvolto in un po’ di romanzi polizieschi pulp. Dal punto di vista stilistico penso che John menzionerebbe cose come Sin City, Sky Captain e Spirit, come influenze visive. Io invece ho sempre adorato Dark City di Alex Proyas, sicuramente il lavoro di Frank Miller, specialmente The Dark Knight Returns. E anche Watchmen e Deus Ex (videogame).

La nostra città del 2064 non è molto diversa da quelle odierne. Ci sono progressi tecnologici (clonazione commerciale, auto volanti, ecc.) ma è costruita su un’infrastruttura vecchia e fatiscente. Le problematiche sociali ed economiche frutto di questi drastici cambiamenti hanno causato effetti collaterali molto gravosi.


z.c. Come avrai immaginato mi piacciono i toni cupi. Mi è particolarmente piaciuta la scena dove Aidan è di fronte alla tapparella e la sua ombra si riflette sul suo volto. Quanto lavorate sulla disposizione delle ombre e delle luci?

B.B. Passiamo più tempo a pensare all’aspetto che a qualsiasi altra parte della produzione, principalmente perché è un processo che richiede molto tempo. I nostri operatori iniziano a darci le luci e il tono del set basandosi sulla descrizione della scena (buio, notte, piove, lampione, ecc.) poi il resto delle luci e delle ombre viene creato in fase di postproduzione per migliorare l’ambiente virtuale. Tutto questo è fatto dal nostro fantastico gruppo di compositori e illustratori volontari.

La scena della tapparella è uno dei miei esempi preferiti, perché non c’era l’ombra di nessuna tapparella sul set. Mesi dopo ero con Johnny a casa di uno dei nostri compositori che guardavo una delle prime versioni e siamo rimasti molto sorpresi nello scoprire che l’aveva aggiunta lui in postproduzione. Ha proprio completato la scena, gli abbiamo detto all’unisono: “fallo di nuovo!”

z.c. Niente teen drama nell’America rurale, niente cacciatori di vampiri. Tu e John Jackson non avete potuto realizzare i progetti che avevate in mente. Alla fine non ci sono vampiri adolescenti nella vostra serie, vi dispiace?

Detto fuori dai denti, io non sopporto più i vampiri adolescenti. Io adoro i vampiri. Rivoglio i vecchi, meravigliosi e maestosi vampiri. Dove sono finiti?


Aidan 5 - immagine promozionaleB.B. [ride] No, non penso che dispiaccia a nessuno dei due. Un giorno o l’altro magari potremmo ritirare fuori quelle idee, ma non mi interessa fare niente che riguardi i vampiri o qualsiasi altra creatura super sfruttata. Al momento sto scrivendo un film basato su un corto che ho realizzato e che ha alcuni cattivi soprannaturali classici e al contempo nuovi che penso piaceranno agli spettatori.

Personalmente io aborro tutta la mania del momento dei vampiri adolescenti, mentre a mia moglie piace tantissimo, quindi spesso c’è la guerra per programmare il TiVo. Mi piacerebbe moltissimo un bel film di vampiri di vecchio stampo con i mantelli con i colletti alti, castelli di pietra e il tipo che si trasforma in pipistrello.


z.c. Il 7 luglio 2009 avevate 3 episodi pronti, eppure non li abbiamo ancora visti (eccetto la breve anteprima di qualche settimana fa). Sul vostro blog ho letto che sono successe un sacco di cose. A che punto siamo? [In realtà io i gli episodi li ho già visti ma non vi anticipo niente se non che a me e Surami sono piaciuti tantissimo!]

B.B. Stiamo ancora finendo alcuni dettagli ma tutti gli episodi sono stati editati e la maggior parte è stata completata. Dovevamo avere episodi a sufficienza prima di procedere con la pubblicazione ufficiale, quando abbiamo raggiunto quel punto abbiamo definito la data.

Una delle difficoltà che si incontra quando si lavora senza budget è che è difficile rispettare delle scadenze quando la vita mette i bastoni tra le ruote ai tuoi volontari. Nonostante giornate lavorative da far rizzare i capelli, le famiglie e altre responsabilità il nostro team ha dedicato un’immensa quantità di ore al progetto e non vediamo l’ora di condividere questo lavoro con i nostri spettatori. Spero che si divertiranno a guardare la serie tanto quanto ci siamo divertiti noi a realizzarla.


Un ringraziamento speciale a:

  • Surami per il supporto durante la creazione dell’intervista.
  • René Kline Bays per avermi prestato il marito da intervistare.

I nuovi episodi di Aidan 5 saranno disponibili a partire dal 4 marzo, intanto eccovi il pilot, sottotitolato da ItaSA, ovviamente.

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Geek dal 1983, ha collaborato con Italiansubs dal 2007 al 2015. Ama fantascienza, fantasy e pirati. Fa sub senza sapere nuotare.

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