Curiosità

I ruoli che più hanno definito i generi sci-fi e fantasy

Strani alieni, scienziati pazzi, eroi del passato e del futuro: sono ruoli tipici, quasi scontati, nel mondo delle serie fantasy e di fantascienza; eppure, ci sono ruoli che hanno completamente cambiato questi generi e che hanno reso questi ruoli atipici ed interessanti allo stesso tempo.

Il sito web io9.com propone una lista dei 10 ruoli che più hanno definito il mondo della televisione nel corso della sua storia, concentrandosi, appunto, sui ruoli di serie di fantascienza e fantasy.

Ad aprire la lista c’è Leonard Nimoy nei panni del signor Spock, il vulcaniano totalmente spinto dalla logica dell’universo di Star Trek. In qualità di vulcaniano, Spock non è senza emozioni, le reprime e basta; ed è questo, unito alla sua espressività — basta ricordare i movimenti di sopracciglia che hanno caratterizzato il personaggio — che hanno reso Spock un modello per tutti i ruoli alieni che l’hanno seguito.

Patrick Troughton, il secondo Dottore, ha dovuto affrontare una sfida ardua: raccogliere le redini del suo unico predecessore, William Hartnell, la prima incarnazione del Signore del Tempo nell’universo di Doctor Who. Il suo umorismo particolare e il modo in cui ha fronteggiato il male sono stati elementi a cui anche i suoi successori, fino all’attuale Dottore, Matt Smith, hanno attinto nella caratterizzazione del loro personaggio. E il calore e le stramberie che ha donato al personaggio hanno aggiunto innumerevoli sfacettature al ruolo classico dell’alieno pieno di stranezze.

Abbiamo poi la supercattiva di Blake’s 7, Servalan, personaggio assetato di potere ed interpretato da Jacqueline Pearce. Anche lei personaggio dalle mille stranezze, è stata in grado di mostrare lati di pazzia e di vulnerabilità, e fu uno dei primi personaggi nella storia della televisione ad avere una forte tensione sessuale con il protagonista buono della serie, Avon.

Probabilmente più noto al pubblico per aver interpretato, al cinema, il professor Xavier nella saga di X-Men, Patrick Stewart è un altro attore con un ruolo principale nella saga di Star Trek: era lui, infatti, il capitano Jean-Luc Picard in Star Trek: The Next Generation. In una serie che indagava sempre più a fondo su cosa ci rende umani e sulla vera natura della realtà, Patrick Stewart è riuscito a portare sullo schermo un capitano serio e in grado di riflettere.

Passiamo poi a Lucy Lawless. Dato l’argomento, pensate a D’Anna di Battlestar Galactica, vero? Sbagliato! Parliamo di Xena, la Principessa Guerriera. Con il suo ruolo da “action heroine”, la Lawless ha ridefinito completamente il ruolo dell’eroina, aggiungendo all’archetipo standard dell’eroina quello di una persona con un cuore e una vita interiore, dotata di umanità e vulnerabilità.

Alyson Hannigan, con il suo personaggio di Willow, in Buffy: l’Ammazzavampiri passa dall’amica un po’ nerd, alla strega aiutante, ad uno dei primi personaggi apertamente gay della storia della televisione. E durante questa trasformazione, Willow rimane un personaggio con innumerevoli stranezze che non vogliono essere solo un modo per rendere strano il personaggio: diventa malvagia e si innamora più volte, e la Hannigan riesce a conservare gli aspetti un po’ nerd originari del suo personaggio che, una volta malvagio, sarebbe anche in grado di distruggere il mondo.

Facciamo un altro salto nell’universo, questa volta quello di Firefly, ed andiamo a far visita alla nave Serenity, dove troviamo il capitano Malcolm Reynolds, interpretato da Nathan Fillion. In 14 episodi ed un film, Mal è rimasto un personaggio sempre con la risposta pronta e, contemporaneamente, ha avuto l’occasione di essere un duro, seppur dotato delle sue vulnerabilità. È imprevedibile, ma allo stesso tempo è ligio a delle regole, le sue; ed è per queste ed altre ragioni che il personaggio di Fillion, seppur sia stato uno di quelli con la vita più breve sullo schermo, è uno dei più emblematici di sempre.

E visto che dello spazio non possiamo mai farne a meno, perché non raggiungere la Battlestar Galactica? Anzi, andiamo sul Colonial One, dove ci aspetta la Presidente Laura Roslin, interpretata da Mary McDonnell. Forte leader politico, la Roslin non è sempre il personaggio stabilizzatore, che deve rispettare le regole: va spesso oltre, prendendo decisioni poco condivisibili, con un’enorme determinazione eppure con una debolezza, data dalla sua malattia, che la rende forse la più umana di tutta la flotta.

Walter BishopTra le serie più recenti, non possiamo non citare John Noble, con le sue innumerevoli interpretazioni di Walter Bishop: scienziato pazzo un po’ bambinesco, padre affettuoso, con atteggiamenti spesso inappropriati nell’universo “blu”; forte leader politico, moralmente ambiguo, disposto a distruggere un intero universo se questo servirà a salvare il proprio nell’universo “rosso”. Quest’uomo, per le sue magistrali performance in Fringe, meriterebbe un Emmy, davvero.

E a proposito di Emmy, passiamo ad un attore che il premio l’ha già vinto: Peter Dinklage, con il suo ruolo di Tyrion Lannister in Game of Thrones (Il Trono di Spade). La sua costituzione lo rende quasi un reietto, anche da parte della sua famiglia. Eppure, nonostante ciò, Tyrion sa dimostrarsi un ottimo leader e stratega, è diplomatico, in grado di incoraggiare eserciti con i suoi discorsi. Sa amare ed il suo amore è ricambiato, nonostante (e forse grazie anche al fatto che) la sua compagna possa essere considerata una reietta tanto quanto lui.

La lista di io9 termina qui, ma sinceramente mi girano dei nomi per la testa che non si possono non citare.

Ad esempio, mi viene in mente James Callis, il Gaius Baltar del già citato Battlestar Galactica: doppiogiochista, scienziato, moralmente scorretto, eppure vanitoso, egocentrico, si crede simile ad un dio. Tutto questo in uno dei personaggi più odiati della televisione; e per odiare un personaggio, dev’essere davvero ben caratterizzato.

Inoltre, non me ne vogliano i fan di Matt Smith, ma non posso escludere dalla lista David Tennant, il decimo Dottore della serie Doctor Who. Tennant, nei suoi 4 anni, ci ha fatto conoscere un dottore dalla risata facile, spensierato, incline a lasciarsi trasportare dai propri sentimenti, ma anche un dottore che sa essere vendicativo, a tratti quasi crudele e con quella voglia, quasi adolescenziale, di violare le regole stesse dell’universo per salvare la situazione.

Hanno fatto anche del loro meglio Michael Emerson e Terry O’Quinn con i loro magistrali ruoli in Lost: Emerson è Benjamin Linus, O’Quinn è John Locke. Il primo (Ben) è un personaggio ambiguo ed assetato di potere, sempre fedele ad una sola persona, se stesso, ma tutt’altro che freddo, caratteristica che gioca a sfavore delle sue doti di manipolatore: ricordiamo ad esempio le conseguenze del sacrificio di sua figlia per la protezione di se stesso. Il secondo (Locke) comincia con l’essere, probabilmente, il più perduto tra i sopravvissuti del volo Oceanic 815, ma una volta precipitato, fa della sua fede nell’Isola la sua unica ragione di vita. E la bravura di Terry O’Quinn è quella di rendere poco monotono un personaggio che, sulla carta, con il suo continuo cadere nel baratro e risalire in superficie, sembrerebbe molto ripetitivo. Tra l’altro, O’Quinn ha avuto l’occasione di interpretare — divinamente, bisogna ammettere — un secondo personaggio di Lost, completamente diverso da John Locke. Occasione più unica che rara.

E per concludere, mi sento in obbligo di citare Kyle MacLachlan, l’agente Dale Cooper, protagonista del capolavoro di David Lynch Twin Peaks. Un personaggio di primo acchito solare, con una grande passione per il caffè nero e la torta di ciliegie, forse più strano degli stessi abitanti di Twin Peaks, e allo stesso tempo il più normale. Ed è proprio questa la bellezza di questo personaggio: vedere, attraverso i suoi occhi e del registratore che porta sempre con sé, in qualità di outsider, le stranezze degli abitanti della città, e vedere come, allo stesso tempo, sia in grado di diventare anch’egli uno di loro, mostrando un bellissimo contrasto tra la sua passione insensata per le discipline orientali e l’amore smodato per i misteri e la loro logica risoluzione.

E voi cosa ne pensate? Quali sono i personaggi che più hanno cambiato la televisione?

Fonte: http://io9.com

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