Classifiche

Best of 2018: Top 5 serie sorprendenti e Top 5 serie deludenti

Il 2018 appena conclusoo ha portato con sé un nutrito numero di nuove serie e di attesi ritorni e in questa classifica voglio illustrarvi le 5 serie che più mi hanno sorpresa e le 5 che più mi hanno lasciato l’amaro in bocca, iniziando da quest’ultime.

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10. Baby – Netflix

Questa produzione Netflix segue le vicende di Chiara (Benedetta Porcaroli, Tutto può succedere) e Ludovica (Alice Pagani, Loro), due ragazze della Roma bene che abitano nel quartiere Parioli. Le due diventano inspiegabilmente amiche, nonostante le grosse differenze caratteriali, e finiscono per superare più di un limite mentre cercano di trovare la propria strada. Ispirato alla tristemente nota vicenda delle due studentesse romane finite in un giro di prostituzione, la serie si focalizza sulla vita delle ragazze, sui loro amici e compagni di scuola, sui genitori e sull’ambiente scolastico che frequentano.

Perché no: le aspettative erano alte; sono sempre pronta a seguire una serie nuova, anche se di produzione italiana, e questa in particolare la aspettavo con una certa trepidazione. Purtroppo stavolta ci sono almeno un paio di cose che non funzionano. Tanto per cominciare, le attrici sembrano non riuscire a caratterizzare bene i loro personaggi, al contrario di quanto già avevano fatto in produzioni passate. In secondo luogo, la trama fa un po’ fatica a ingranare e sembra prendere la giusta piega solo nel finale di stagione, quando ormai è un po’ troppo tardi. La serie è stata rinnovata, con la speranza che la seconda stagione segni il punto di svolta.

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09. Homecoming – Amazon Prime

Heidi Bergman (Julia Roberts, Pretty Woman) lavora come cameriera ed è tornata a vivere con la madre (Sissy Spacek, Carrie), ma sembra avere difficoltà a ricordare il vecchio lavoro di assistente sociale presso la struttura Homecoming, sotto la supervisione del capo Colin Belfast (Bobby Cannavale, Vinyl). L’insistenza di un uomo che sembra saperne molto più di lei la costringe a cercare di recuperare i ricordi persi, scoprendo che la struttura e il suo lavoro nei confronti degli ex soldati non sono mai stati quello che lei pensava.

Perché no: anche in questo caso avevo aspettative altissime; il nome della Roberts da solo valeva già il prezzo del biglietto e la trama così scarna di dettagli che girava in rete mi stuzzicava. Non è stata una completa delusione come per Baby, ma anche in questo caso alcuni elementi mi hanno costretto a posizionarla quasi in fondo alla classifica. I primi episodi sono lenti con la trama fatica a ingranare, l’alternanza tra passato e presente è resa in maniera confusionaria e la svolta arriva troppo tardi, quando lo spettatore potrebbe già aver perso le speranze dopo i primi tre episodi.

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08. Altered Carbon – Netflix

Takeshi Kovac (Joel Kinnaman, The Killing) è un ex combattente “Spedi” che si ritrova nel corpo ospitante di Elias Ryker, ex poliziotto di Bay City. Viene assunto dal ricco Laurens Bancroft (James Purefoy, The Following), un uomo che ha di fatto 360 anni e che si è apparentemente suicidato perdendo i ricordi delle ultime 48 ore. Convinto di essere vittima di un omicidio, assume Takeshi per indagare. Ad aiutarlo nelle indagini c’è Kristin Ortega (Martha Higareda, Royal Pains), ex fidanzata di Ryker.

Perché no: fare una serie tratta da un romanzo o una saga letteraria è sempre complicato e scontenterà sempre qualcuno. In questo caso, però, non avendo mai letto interamente i libri, le mie perplessità sono rivolte nei confronti di un paio di attori poco espressivi e una sceneggiatura che, in alcuni punti, perde un po’ di spessore a causa di sviluppo poco caratterizzato di alcuni personaggi. Anche questa serie è stata rinnovata, quindi un po’ di curiosità per il seguito rimane.

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07. Beat – Amazon Prime

Robert Schlag (Jannis Niewöhner), detto “Beat”, è un manager di un club di Berlino che finisce suo malgrado coinvolto in una storia di spionaggio quando una sera, durante una festa rave, vengono trovate due vittime appese al soffitto del suo locale ed esposte in maniera teatrale. Il ragazzo era già stato addocchiato dall’ESI (un’agenzia di intelligence europea) proprio come il soggetto adatto da infiltrare in fretta nel giro che conta per provare a fermare gli assassini e l’episodio macabro nel suo club non fa che rafforzare la volontà di arruolarlo al più presto. Viene così affiancato da Emilia (Karoline Herfurth),  una giovane agente di polizia che dovrebbe aiutarlo nell’impresa.

Perché no: l’unico vero difetto di questa novità è la costante presenza di una musica di sottofondo martellante che fa a pugni con i miei gusti musicali.

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06. Mayans MC – FX

Ambientata a circa due anni e mezzo dal finale di Sons of Anarchy, la serie racconta le lotte di Ezekiel “EZ” Reyes (J.D. Pardo, Revolution), nuova recluta del Club Mayans MC, al confine tra la California e il Messico. EZ era un ragazzo con un grande futuro davanti, una fidanzata innamoratissima e tanti sogni. Ma dopo un arresto per omicidio le sue prospettive sono brutalmente ridimensionate. Dopo otto anni torna libero e decide di fare parte del club di cui è già membro suo fratello Angel (Clayton Cardenas, American Crime). Ritroverà anche la sua ex fidanzata Emily (Sarah Bolger, The Tudor), ora sposata con il ricco e spietato Miguel Galindo (Danny Pino, Cold Case) che è a capo del cartello che si serve del Club per i suoi loschi traffici.

Perché no: più che un no è un ni. Avevo un hype incredibile per questa novità, poiché la precedente serie di Kurt Sutter (The Bastard Executioner) sembrava scritta da un altro sceneggiatore e speravo che con questo spinoff si riscattasse. L’obiettivo è riuscito in buona parte, ma non del tutto. Alcune scelte sono sembrate un po’ azzardate e frettolose, viceversa alcuni sviluppi forse necessitavano di una spintarella. Il buon finale promette una seconda stagione più movimentata.

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La morte di Jon (Ron Livingston, Boardwalk Empire) manda in crisi i già difficili equilibri di un gruppo di amici. Eddie (David Giuntoli, Grimm) è un uomo insoddisfatto sia nel lavoro precario di insegnante di musica sia nella relazione con la moglie Katherine (Grace Park, Hawaii Five-0). Da alcuni mesi vive una relazione clandestina che lo fa stare bene e nello stesso tempo lo fa sentire terribilmente in colpa. Rome (Romany Malco, Weeds) è un regista di spot insoddisfatto del suo lavoro e vorrebbe dare di più alla donna che ama Regina (Christina Marie Moses, Condor). Delilah (Stephanie Szostak, Satisfaction) si ritrova senza marito e con due figli da crescere da sola. C’è anche Gary (James Roday, Psych), un uomo che ha passato momenti difficili e che sta frequentando Maggie (Allison Miller, Incorporated), conosciuta in un gruppo di sostegno. Per finire c’è Ashley (Christina Ochoa, Blood Drive) l’assistente di Jon che sembra fin troppo legata all’ex datore di lavoro.

Perché sì: premesso che temevo una nuova This is Us, l’interessante pilot e la curiosità di vedere Giuntoli – adorato in Grimm – e la Ochoa – amata in Blood Drive e apprezzata nel breve Valor – mi hanno convinto a provare la serie. E non me ne sono pentita, perché la negatività degli elementi più tristi è bilanciata dalla forza di gruppo dei personaggi davanti a un problema o una crisi. Mi è piaciuta molto la parte emotiva di ogni singolo elemento e i piccoli colpi di scena ben dosati in ogni episodio, a tal punto da convincermi a inserire in classifica questa serie al posto di Manifest, altra novità dello scorso anno che suggerisco di seguire.

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04. Lost in Space – Netflix

Remake dell’omonima serie televisiva del 1965, segue le vicende di una famiglia costretta ad atterrare su un pianeta sconosciuto. Ci sono John (Toby Stephens, Black Sails) e Maureen (Molly Parker, House of Cards), una coppia in crisi da qualche tempo con tre figli da proteggere più di qualsiasi altra cosa. Judy (Taylor Russel, Falling Skies) giovane e determinata dottoressa, Penny (Mina Sundwall, Law & Order: SVU) una teenager che sta cercando il suo posto nel mondo e Will (Maxwell Jenkins, Sense8), il piccolo di casa, un cervellone nato che fa subito amicizia con un extraterrestre. Con la famiglia Robinson ci sono anche la misteriosa Dr. Smith (Parker Posey, Boston Legal) e Don West (Ignacio Serricchio, Girlfriends’ Guide to Divorce), un meccanico abile ma spericolato.

Perché sì: mi aveva già convinto con il promo e devo dire che la serie è stata una piacevole conferma. I personaggi sono ben sviluppati, i momenti fastidiosi sono ridotti al minimo e il cattivo sa il fatto suo. Infine, l’ambientazione e i personaggi un mi ricordano le serie anni ’80 e ’90 e i personaggi teenager si sono dimostrati più interessanti che fastidiosi. Datele una chance.

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03. The Kominsky Method – Netflix

Sandy Kominsky (Michael Douglas, The Street of San Francisco) è un ex attore sul viale del tramonto, ora insegnante di recitazione per giovani attori in cerca di gloria. L’uomo rifiuta di ammettere che il tempo passa e non disdegna qualche relazione con attrici ben più giovani di lui e in cerca di gloria. Tutto l’opposto del suo ex manager Norman Newlander (Alan Arkin, City Island), ricco sfondato e sposato da decenni con la stessa donna che ama più di se stesso. Quando l’amata capisce di aver poco da vivere, chiede a Sandy di prendersi cura del marito e di dargli la forza di continuare. Da quel momento la vita di entrambi subirà dei profondi cambiamenti.

Perché sì: gli attori non hanno bisogno di presentazioni; Douglas padroneggia la scena con una grazia e uno spirito che non mi aspettavo proprio e Arkin è un coprotagonista perfetto. Due personaggi amabili e una comedy un po’ fuori dagli schemi, con un’inaspettata vena riflessiva che mi ha convinta subito a inserirla tra le prime tre serie del 2018. Il rinnovo, visto anche il risultato ai recenti Golden Globes, pare cosa fatta.

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02. Dogs of Berlin – Netflix

Orkan Erdem, stella turca del calcio tedesco, viene ritrovato morto e il poliziotto Kurt Grimmer (Felix Kramer, Dark) fa di tutto per tenere la cosa segreta, visto l’imminente partita tra la nazionale tedesca e quella turca. Ma i suoi problemi personali e di lavoro portano i superiori ad affiancargli il collega turco-tedesco Erol Birkan (Fahri Yardim, Jerks). Insieme, i due indagano su chi poteva avere interesse ad uccidere Orkan ed emergono intrighi e ricatti di ogni tipo, mentre la risoluzione del caso si allontana…

Perché sì: è una novità che mi ha intrigato, tanto da finire la serie in un solo weekend. Attori convincenti e personaggi ben caratterizzati, uno sviluppo della trama davvero inaspettato e qualche colpo di scena al punto giusto hanno fatto scalare alla serie la classifica delle serie più apprezzate dell’anno 2018.

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01. The Alienist – TNT

Tratta dal romanzo di Caleb Carr, la prima stagione è ambientata nella New York del 1896 e segue le vicende dell’alienista (un medico specialista di malattie mentali, o psichiatra) Dr. Laszlo Kreizler (Daniel Brühl, Captain America: Civil War), che viene convocato dal neoeletto commissario di polizia Theodore Roosewelt (Brian Geraghty, Chicago P.D.) per aiutarlo su un caso di omicidio di un giovanissimo ragazzo brutalmente mutilato. L’indagine è della massima riservatezza e Laszlo decide di arruolare anche l’amico illustratore John Moore (Luke Evans, Dracula Untold). Il loro collegamento con la polizia è la giovane e determinata Sara Howard (Dakota Fanning, Taken), segretaria del commissario.

Perché sì: la serie è davvero intrigante, il caso occupa tutta la stagione e non ha tempi morti. Gli attori sono espressivi e i loro personaggi sono sviluppati in modo sensato. Sceneggiature e scenografie abbinati ad una fotografia ottima rendono la serie la migliore della scorsa stagione, tanto da convincere la rete a rinnovarla per una nuova stagione, anch’essa basata sul libro di Carr “The Angel of Darkness”.

Anche per questo anno è tutto. Sono già pronta per tutte le novità di questa nuova stagione e mi auguro che la prossima classifica sarà più combattuta. Se volete leggere le classifiche degli scorsi anni cliccate su questi link: 2014, 2015, 2016, 2017.

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Manuela Raimo

Frequentatrice di ItaSA dal 2007, moderatrice dal 2008 e blogger ostinata dal 2010, la mia politica è concedere almeno un pilot a quasi tutto quello che passa sullo schermo o quasi. Nutro poco amore per le comedy. Datemi una coppia e sarà la mia gioia o naufragherò con loro. La mia serie preferita? Facciamo tre: Battlestar Galactica, Sons of Anarchy e Veronica Mars.

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